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Quando un corteggiamento insistente diventa molestia? Una storia

Quando Amna Saleem, scrittrice e giornalista scozzese di origine pakistana, ha raccontato su Twitter la sua piccola storia non si aspettava di certo di generare una discussione lunga, articolata e ricca di testimonianze. Quello che l’ha vista coinvolta, a Londra, è un episodio in apparenza banale ma capace di raccontare, in poche parole, quella fastidiosa insistenza maschile che scavalca, senza autorizzazione, anche i “no” più netti ed evidenti. Quell’insistenza che trasforma un tentativo di corteggiamento in una situazione di forte disagio e, nei casi peggiori, in vera molestia. Il messaggio postato da Saleem sui social ha ottenuto, in breve tempo, oltre 450mila “like”e quasi mille commenti. 

guy: …just one drink
me: no thank you
guy: come on it’s just a drink
me: look, i’m sorry I just want to read my book while i wait for my bf
guy: what ur bf doesn’t let you have friends?
random woman: Clara? Hi! *hugs* (whispers) u ok?

women are great

— Amna (@AGlasgowGirl) 20 gennaio 2018

La vicenda in 8 battute

Si tratta, purtroppo, di un caso abbastanza frequente. Una donna sola, mentre legge, in un locale pubblico di sabato sera, diventa l’oggetto di un’attenzione maschile indesiderata e insistente. A toglierla dallo sgradevole impiccio è stata un’altra donna che, capendo la situazione, ha finto di essere sua amica. Il modo più semplice per troncare ogni problema sul nascere e allentare quel senso di pericolo che questo tipo di situazioni crea. Una storia che ha portato molti utenti a postare esperienze simili e a condividere quello che è un problema molto diffuso.

In Florence while studying abroad I got separated from my friends in a club. A guy grabbed me to dance and all I had to do was look at a random girl to save me, and she came over and excitedly screamed like we were long lost besties, and got me out of a bad situation. Women know.

— Marissa D (@marissad415) 21 gennaio 2018

Il ruolo degli uomini

Tra i commenti è possibile scoprire che alcune esperienze hanno riguardato anche molti uomini. In quest’altro tweet, ad esempio, un utente racconta una vicenda che ha visto come protagonista suo fratello. Un uomo stava dando fastidio a una donna che viaggiava da sola su un treno. Così ha finto di essere suo marito, allontanando il molestatore. I due, dieci anni dopo, si sono sposati per davvero.

Some dude was bothering this lady once on the train and she was alone so my brother pretended to be her husband and the guy left. 10 years later he is her husband ❤️❤️

— Jamiel Pridgen (@JamielPridgen) 21 gennaio 2018

Non tutti però hanno approvato questo tipo di soluzione. Molti uomini, ad esempio, hanno chiesto alla Saleem in che modo, e con che parole, bisognerebbe intervenire per non scatenare effetti ancora peggiori. 

waaaay back I had a guy intervene by saying “hey, gf is looking for u, she wants to know if ur good to go” which i really appreciated. Or even something like “hey! so sorry i’m late you ok?” It’s all in the eyes and tone. Nice of you to ask :)

— Amna (@AGlasgowGirl) 21 gennaio 2018

Il caso “Chiedi ad Angela”

In passato diverse campagne sono state create per difendere le donne da questo tipo di insistenze indesiderate. “Chiedi ad Angela”, ad esempio, era una sorta di linguaggio in codice che poteva essere utilizzato dalle donne per chiedere aiuto ai membri dello staff di un locale senza insospettire il molestatore. Uno stratagemma che un altro utente ha pensato di adattare e usare per distrarre fidanzati violenti e far “fuggire” le loro compagne in difficoltà.

I want to start a movement called, “How’s Mary?” because everyone knows a Mary. Stumbling home after a night out, girl’s bf screaming at her, she’s crying. “Ach, how are ya? How’s Mary?” and pressed a fiver into her hand for taxi.

— Omega Geek (@TheOmegaGeek) 20 gennaio 2018

Altri commenti invece hanno messo in evidenza come le donne subiscano questo tipo di attenzioni sconvenienti anche sui mezzi pubblici o come, in molti casi, abbiano la sensazione di essere seguite e, in generale, di non sentirsi al sicuro. Per alcuni la colpa è della società che promuove, anche attraverso la televisione e internet, questo tipo di insistenze.

Yep, a lot of our pop culture rewards this. TV, movies, songs- you name it. For once I’d like to see a show depict a romantic relationship in a non-creepy way- or not at all.

— SeeingRedFeelingBlue (@KittenRescuer) 22 gennaio 2018

Una lunga discussione che ha permesso di mettere in luce un problema, a cui bisognerebbe presta re più attenzione. Perché avviene molto più spesso di quello che possiamo immaginare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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