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Quanti sono davvero i morti e gli sfollati in fuga della guerra in Siria?

Il segretario del Pd Maurizio Martina ha scritto lo scorso 9 aprile, sulla propria pagina Facebook: “I bambini e le donne vittime dell’attacco del regime siriano ieri a Duma si aggiungono agli oltre 400.000 morti causati dal conflitto che ha devastato il paese negli ultimi 7 anni.

Se ricordiamo anche i 5 milioni di rifugiati che hanno cercato riparo fuori dai confini del Paese e i 6,3 milioni di sfollati interni abbiamo di fronte a noi la nitida immagine del fallimento epocale del tentativo di risolvere questa crisi per la comunità internazionale”.

Verifichiamo i fatti e i numeri sul conflitto siriano dati da Martina.

L’attacco a Duma

Duma è una cittadina situata a nord-est di Damasco e prima della guerra era abitata da circa 100 mila abitanti. Nel corso degli anni di conflitto è diventata una roccaforte ribelle, in particolare della fazione islamista Jaysh al-Islam legata all’Arabia Saudita, a pochi chilometri dalla capitale siriana.

Nelle ultime settimane, il regime di Assad ha intensificato gli attacchi contro le sacche ribelli limitrofe alla capitale e la Russia ha mediato una serie di accordi per evacuare gli insorti dall’area – verranno trasferiti nella sacca ribelle a nord, a Idlib, in parte presidiata dalla Turchia – in cambio della loro resa. I ribelli di Duma non avevano ancora accettato un simile accordo quando, sabato 7 aprile, la cittadina è stata – secondo quanto riferiscono fonti locali – oggetto di un attacco chimico. Il giorno successivo, l’8 aprile, i ribelli hanno ceduto e sottoscritto l’intesa mediata da Mosca.

La Russia e il regime siriano negano che ci sia stato un attacco con armi chimiche e parlano di “notizie inventate”, mentre l’Occidente ne è convinto e attribuisce le responsabilità al regime siriano. Possibili sviluppi potrebbero arrivare nelle prossime ore, con Trump che ha minacciato ritorsioni.

Al di là di questo sembra innegabile, come afferma Martina, che ci siano state vittime civili a Duma, tra cui donne e bambini. Lo riporta l’associazione di beneficenza Medical Care and Relief Organizations (USOSSM), che parla di 100 vittime, soprattutto donne e bambini, e lo confermano diverse fonti locali. In particolare gli “elmetti bianchi” della Difesa civile siriana, citati ad esempio da al-Jazeera, che hanno diffuso anche alcune immagini dell’accaduto sui social network.

I numeri della guerra civile siriana

Quando è iniziata?

Si può sostenere che la guerra civile siriana sia cominciata nel marzo 2011, con le manifestazioni di piazza contro il regime di Assad e la loro repressione violenta, quando ancora veniva inquadrata nel fenomeno più ampio delle “Primavere arabe”. Nei mesi successivi è presto degenerata in un intreccio di conflitti regionali, ulteriormente complicati dall’infiltrazione prima e dall’espansione poi dello Stato Islamico, ma se accettiamo quella data come l’inizio della guerra civile è vero, come afferma Martina, che questa vada avanti da ormai 7 anni.

Quanti morti ha fatto?

Non ci sono cifre sicure sul numero delle vittime in Siria. La Banca Mondiale, nel suo report sul Paese di aprile 2017, riporta una stima “prudente” (e datata) delle Nazioni Unite – che parlava di 250 mila morti – accanto a quella di altre fonti che invece avvicinano la cifra al mezzo milione. In realtà anche l’inviato Onu in Siria Staffan De Mistura, già nell’aprile 2016, aveva rivisto al rialzo la precedente stima di 250 mila, appoggiandosi a quelle analisi che portavano il totale vicino al mezzo milione.

Martina dà dunque un numero che è nel giusto ordine di grandezza, probabilmente fin troppo prudente, ma non è possibile verificarlo con certezza.

Quanti rifugiati e quanti sfollati?

Secondo i dati più recenti (aggiornati al 29 marzo 2018) forniti dall’Unhcr, l’agenzia Onu che si occupa dei rifugiati, i siriani che hanno lasciato il Paese dal 2011 sono più di 5,6 milioni. Oltre 3,5 milioni sono ospitati in Turchia, il Paese che accoglie di gran lunga il numero maggiore di rifugiati siriani. Un altro milione circa si trova in Libano. Seguono in questa classifica la Giordania, con quasi 660 mila rifugiati siriani, l’Iraq, con circa 250 mila, e l’Egitto, con 128 mila.

A questi si aggiungono poi gli sfollati interni, coloro che hanno dovuto abbandonare la propria casa e la propria città a causa della guerra. Sempre secondo l’Unhcr sono 6,5 milioni. Dunque Martina dà dei dati leggermente imprecisi, al ribasso, ma sostanzialmente corretti.

Conclusione

Martina, al netto di alcune leggere imprecisioni, ha sostanzialmente ragione nel descrivere la situazione in Siria: il recente attacco a Duma – che sia stato condotto con armi chimiche o meno – ha sicuramente causato molte vittime, tra cui donne e bambini. Queste si vanno ad aggiungere a un totale di morti che, a seconda delle stime, si aggira intorno al mezzo milione circa. Drammatica poi la situazione dei rifugiati e degli sfollati, rispettivamente 5,6 e 6,5 milioni. Oltre la metà della popolazione siriana pre-conflitto.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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