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Quanti sono e dove vivono i rom nella capitale

A Roma ci sono 4.500 rom, quasi tremila in meno di quelle registrati da una rilevazione analoga condotta nel 2009 dalla Croce Rossa Italiana per conto dell’allora prefetto Giuseppe Pecoraro in qualità di commissario per l’emergenza nomadi della Capitale. Questi i dati del censimento svolto da inizio gennaio ad oggi sulla popolazione Rom, Sinti e Caminanti che vive nei 9 villaggi riconosciuti dal Campidoglio riporta in primo piano il tema del superamento di queste strutture. Di fatto, se si considera anche la popolazione che risiede nei campi ‘tollerati’ (1.145), si tratta di duemila rom in meno in sette anni.

Il dibattito sulla chiusura dei campi rom va avanti da dieci anni

Da una decina di anni il tema della chiusura dei campi Rom attraversa in modo carsico il dibattito politico cittadino: a tratti riemerge e poi si inabissa. Se negli anni di governo del centrodestra con Gianni Alemanno sindaco la questione a parole è stata spesso al centro dell’attenzione, nei fatti in quel periodo il numero dei villaggi attrezzati è rimasto immutato. Durante i due anni e mezzo della consiliatura di Ignazio Marino, invece, circola il progetto di assegnare ai Rom edifici da gestire in autorecupero al posto dei campi. L’attuale amministrazione a 5 Stelle di Virginia Raggi il 31 gennaio scorso ha stilato un documento con le sue linee guida per “l’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti”.

La mappa del Campidoglio: 7 villaggi attrezzati e 11 ‘tollerati’

Nelle tredici pagine del documento viene fatta una mappatura di 7 villaggi classificati come attrezzati: La Barbuta, River, Castel Romano, Candoni, Villa Gordiani, Casal Lombroso e Salone. Secondo il documento del Campidoglio ospitano 4.187 persone, per lo più in agglomerati di moduli prefabbricati dotati di servizi igienici, racchiusi all’interno di un perimetro recintato, spesso staccati dal resto del tessuto urbano e fortemente degradati.

Mappa dei 7 villaggi classificati come attrezzati

Altre 1.145 persone vivono in 11 aree ‘tollerate’, di cui una a ridosso del villaggio attrezzato della Barbuta. Totale intorno ai 5.300, e quindi ecco i duemila in meno rispetto alla precedente rilevazione. Il piano del Comune prevede di avviare un progetto che porti al “superamento” dei campi, che coinvolgerà “sperimentalmente i campi di Monachina e La Barbuta, comporterà la necessità di offrire adeguata sistemazione alle persone Rom che progressivamente li abbandoneranno”. Ma ancora non è dato sapere se e quando partirà questa procedura. Il documento, si legge nel testo, prevede anche di “individuare i nuclei familiari che avevano già dimostrato la volontà di uscire dal campo e che ne hanno i mezzi, e quelli che avevano fatto richiesta per un alloggio o per il contributo alla affitto come già accade in molti casi”.

Ma anche la necessità che il Campidoglio avvii “un censimento degli immobili di proprietà del Comune che potrebbero venire adoperati per ridurre il numero di persone in emergenza alloggiativa, da coinvolgere in progetti di auto-recupero”.

Assessore Baldassare: “Finalmente un dato certo”

La Polizia municipale di Roma ha concluso il censimento dei campi Rom e l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, Laura Baldassare, si è felicitata del fatto di avere “finalmente un dato certo su cui basare l’attività di programmazione”. In una nota, l’assessore ha precisato: “Stiamo seguendo il percorso delineato dalla delibera di Giunta di dicembre: la bozza di piano elaborata dal Tavolo è stata sottoposta alle associazioni, agli esperti, il tutto rispettando i tempi previsti – spiega Baldassare -. Nel frattempo abbiamo fornito le direttive per il bando che riguarda i campi de La Barbuta e della Monachina, impegnando le risorse di fonte europea del PON Metro per l’attuazione di una delle priorità del programma della Giunta Raggi: il superamento dei campi.

Un’ulteriore azione che ha prodotto una precisa inversione di tendenza rispetto al passato è stato l’intervento sui bandi già pubblicati nella fase commissariale: sono stati recuperati fondi ulteriori che potranno ora essere messi a disposizione del Piano, senza sottrarre risorse ad altre finalità ma utilizzando quanto già stanziato per queste popolazioni”. L’assessore ha aggiunto che è stato impossibile revocare il bando per il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del Municipio XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e il soggiorno di 500 persone (120 nuclei familiari) “in quanto avrebbe comportato l’improvvisa privazione di abitazione per le persone in condizioni di fragilità e di forme di protezione sociale. Si precisa che non si tratta di un ulteriore insediamento”.

Gestione critica e anomala del servizio di scolarizzazione

L’assessore fa poi riferimento ai dati dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che ha dato notizia di una sua relazione che fotografa una gestione critica e anomala del servizio di scolarizzazione (settembre 2005-agosto 2015) che era dedicato ai bambini che vivono nei campi rom.

“Negli anni – dice Baldassare – un fiume di denaro è stato utilizzato per interventi quantomeno inefficaci sulle popolazioni alle quali era destinato, con procedure opache, senza una cultura del monitoraggio e della valutazione. Un vero spreco di risorse pubbliche sulla pelle di una popolazione già pesantemente marginalizzata. Non sorprende la reazione di alcune associazioni incredule che un’amministrazione locale stia cambiando passo”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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