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Quanto è pieno il bicchiere dell'Italia dopo il vertice Ue secondo Minniti e Salvini

Sull’esito del Consiglio europeo è il giorno delle letture e delle interpretazioni. Viste le richieste fatte dall’Italia all’Ue sulla gestione dei migranti, il bicchiere dopo due giorni di cene e discussioni è mezzo pieno o mezzo vuoto? Mentre i giornali si dividono, due ministri dell’Interno, quello in carica e quello che lo è stato fino al 30 maggio, danno un voto molto diverso su quello che è successo a Bruxelles.

Duro il giudizio dell’ex ministro Marco Minniti. “L’Italia era andata per suonare il piffero ed è tornata suonata. Se si è trovato un accordo minimale e fragilissimo lo si deve all’opposto delle alleanze in campo, per iniziativa degli odiatissimi francesi mentre l’amatissimo gruppo di Visegrad ha messo all’angolo il nostro Paese”, dice Minniti intervistato da Repubblica. “E d’altronde – prosegue – non poteva essere diversamente. Se la tua impostazione è nazional-populista ti scontri con gli interessi di altri Paesi, inconciliabili tra loro, confini contro confini. L’Italia era andata per chiedere maggiore condivisione ed è tornata abdicando totalmente a questa richiesta, scambiando l’obbligatorietà con la volontarietà”.

Oggi su @repubblica Minniti sul vertice Ue: ‘I volonterosi non risolvono nulla. Patto fragilissimo che punisce le Ong’ https://t.co/3Nn53ID9vo (e su Rep:)

— la Repubblica (@repubblica) 30 giugno 2018

​Minniti spiega al giornale diretto da Mario Calabresi: “In un momento di particolare difficoltà avevamo chiesto come solidarietà ai Paesi di primo approdo, Italia e Grecia, il ricollocamento obbligatorio di quote di persone negli altri Stati membri e ci sono stati Paesi che si sono sistematicamente sottratti. Oggi, con il passaggio dall’obbligatorietà alla volontarietà, questi stessi Paesi gioiscono. E poi, se l’Europa affronta un tema cruciale come questo con una coalizione di ‘volenterosi’ c’è qualcosa che non funziona. Non è un aspetto marginale, è l’aspetto fondamentale. Il punto cruciale è il tema del rapporto con l’Africa per i prossimi 20 anni, i destini di questi due continenti si incrociano. Oggi si è abdicato ad una visione di carattere strategico. Si è ceduto su una questione di principio mentre rimangono obbligatorie le procedure di respingimento per i cosiddetti movimenti secondari che tanto stanno a cuore alla Germania, all’Austria, al gruppo di Visegrad”.

Leggi qui l’intervista integrale di Minniti a Repubblica.

Di sapore diametralmente opposto la lettura che dà della due giorni di Bruxelles Matteo Salvini, ministro dell’Interno in carica, secondo il quale l’Italia ha guadagnato “un rinnovato peso in Europa”, e sul piano concreto “Conte ha messo nero su bianco il discorso sulle Ong. Che è un discorso chiuso, loro non sono più legittimate: si è sancito che nessuno deve interferire con il lavoro della Guardia costiera libica. E infatti Malta chiude e l’Italia ha già chiuso i suoi porti. Anzi, abbiamo chiuso per gli attracchi di queste navi anche quando non portano migranti. Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccheranno più terra”, assicura Salvini, intervistato dal Corriere della Sera.

Salvini: «Porti sempre chiusi per le Ong. E chi sarà salvato non finirà in Italia» https://t.co/opJLMQHiWS

— Corriere della Sera (@Corriere) 30 giugno 2018

Secondo il ministro, Conte al Consiglio europeo “è stato bravo, ma siamo a metà dell’opera”. Salvini riconosce che “l’obiettivo era anche cambiare Dublino, ma il fatto di avere messo nero su bianco che chi viene salvato nelle acque maltesi o italiane non necessariamente finirà in Italia è un qualcosa che ci aiuterà non poco”. Salvini conferma che sarà a Innsbruck il 12 luglio per la prima riunione dei ministri dell’Interno sotto la presidenza austriaca dell’Ue, “e lì – afferma – vedremo di ampliare ulteriormente il nostro peso e le nostre alleanze. Se ti rispettano, ti ascoltano. Se no, ti ignorano. Come dimostrano tutte le direttive di questi anni, dannosissime per l’Italia”.

Il ministro torna poi ad attaccare Macron che “continua a provocare. è presidente della Repubblica e io credo dovrebbe dialogare. Anche perchè lui è quello buono, io il cattivo. Strano, visto che lui è quello che ha blindato Ventimiglia persino per i lavoratori italiani e ha accolto 600 migranti sui 9.000 che avrebbe dovuto. Lo fa perchè in patria è già ai minimi storici. Non era stato eletto per vietare i telefonini in classe: è giusto, certo. Ma i francesi credo puntassero ad altro”. 

Leggi qui l’intervista integrale di Salvini al Corriere.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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