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Quanto vale economicamente la sede dell'Agenzia europea del farmaco

Secondo il bookmaker britannico Ladbrokes, Milano è ancora favorita per l’assegnazione dell’Agenzia Europa dei Medicinali (Ema) in vista del voto di lunedì 20 novembre per trasferire la sede delle agenzie comunitarie con base a Londra dopo la Brexit. Ma la corsa è incerta, con Bratislava e Amsterdam che in tre giorni sono riuscite a recuperare terreno sul capoluogo lombardo. La quota assegnata a Milano è ancora di 2/1, la stessa del 14 novembre. Bratislava è passata da 5/1 a 3/1. Amsterdam ha superato Lille con una quota di 7/1 contro il 10/1 di tre giorni fa. La quota per le altre città candidate a ospitare l’Ema (Lille, Copenaghen, Vienna, Barcellona, Dublino, Helsinki, Porto Stoccolma, Bonn, Varsavia, Zagabria, Atene, Bruxelles, Bucarest, Sofia e Malta) oscilla tra i 10/1 e i 50/1. 

Chi deciderà e come

La decisione verrà presa dal consiglio Affari generali. I 27 dovranno decidere quale delle 19 città che si sono candidate a ospitare l’agenzia è la più adatta. Ogni Paese avrà a disposizione 6 voti, di cui 3 andranno alla sua prima scelta, 2 alla seconda e 1 alla terza. Vince chi riceve 3 voti da almeno 14 Paesi. Altrimenti le tre candidature che avranno ottenuto il maggior numero di voti complessivi andranno al secondo turno, dove ogni Paese avrà 1 voto ciascuno e quindi vince chi ne avrà almeno 14. In caso contrario, terza votazione con ballottaggio finale fra le prime due classificate o fra 3 (o più) in caso di parità.

“Siamo tutti in attesa, mi auguro che ci sia una risposta positiva. Milano è una città europea che svolgerebbe molto bene questo ruolo”, ha dichiarato la presidente della Camera, Laura Boldrini parlando ieri a margine di un convegno a Milano. “Sarebbe una buona opportunità per questa città che è già molto aperta e che ha delle ‘expertise’ riconosciute”. “Milano ha le carte in regola e la sua candidatura è forte”, ha aggiunto il premier Paolo Gentiloni. 

Leggi qui chi sono le 4 principali concorrenti di Milano e quali chance hanno

Lunedì, oltre alla sede dell’Ema, verrà decisa anche quella dell’Eba, l’Autorità bancaria europea, che vede Francoforte grande favorita. Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha detto a titolo personale di ritenere Milano una scelta eccellente per l’Ema, anche se al primo voto il suo governo sosterrà Bonn, la candidata ufficiale del Paese.

L’Ema intanto si prepara a collaborare fin da subito con la nuova città che l’accoglierà, dopo il trasloco da Londra per la Brexit, scrive Il Sole 24 Ore. A partire da lunedì Ema avrà meno di 17 mesi per concludere il suo trasferimento ed essere operativa per fine marzo 2019. Sotto il profilo pratico si dovranno trovare posti negli istituti scolastici per i circa 600 figli dei dipendenti dell’Agenzia Ue. Inoltre da febbraio 2018 la città ospitante dovrà diffondere informazioni sulle soluzioni abitative, visto che serviranno 890 alloggi di qualità, a costi accessibili, e ben collegate col trasporto pubblico. La scelta di Milano ha il vantaggio di offrire una sede già pronta – il Pirellone – e infrastrutture all’avanguardia, tali da non far perdere neppure un giorno di lavoro ai dipendenti dell’agenzia.

Valutazioni sui benefici per l’indotto

La posta in palio è altissima, scrive Il Corriere della Sera. “Con i suoi oltre 600 funzionari, il suo potere di controllo e regolazione dell’intera industria farmaceutica europea, l’Ema è perno del mercato unico dei medicinali e catalizzatore della ricerca biomedica. Di più, secondo stime conservative, l’agenzia genera un indotto per la città ospite pari a oltre 1,5 miliardi di euro l’anno”.

Indotto economico stimato che potrebbe sfiorare anche i 2 miliardi di euro, secondo Money.it. “Innanzitutto, si stima che gli investimenti nel settore farmaceutico italiano – secondo in Europa con una valore di circa 30 miliardi di euro – risentirebbero di una crescita di circa l’8%. Questo perché le multinazionali del farmaco, la maggior parte delle quali hanno già sedi logistiche e commerciali nel nostro Paese, sarebbero invogliate a trasferire qui anche laboratori e parte della loro produzione. Tradotto: più investimenti sul territorio e più posti di lavoro. Nella sede dell’Ema, inoltre, sono impiegate circa 800 persone, che ovviamente dovrebbero trasferirsi nel capoluogo lombardo con le rispettive famiglie, le quali – secondo uno studio dell’Università Bocconi – potrebbero arrivare a spendere circa 40 milioni di euro all’anno, con un impatto positivo sui consumi. A questo dato, dovrebbero aggiungersi anche un indotto occupazionale di oltre 900 unità e le ricadute economiche dirette sulle aziende che potrebbero anche superare i 30 milioni annui. Infine, c’è da considerare anche l’impatto che l’Agenzia avrebbe sul turismo: grazie alle centinaia di eventi che organizza ogni anno, l’Ema porterebbe a Milano 60 mila visitatori l’anno per un giro d’affari stimato in circa 25 milioni di euro“.

“L’Italia fin qui ha fatto un percorso netto – aggiunge il quotidiano di via Solferino – La candidatura di Milano è stata giudicata quella tecnicamente migliore: rapidità dell’entrata in funzione, accessibilità, scuole, sanità, accesso al mercato del lavoro e servizi sociali per figli e partner dei dipendenti, collegamenti, fattore geografico, su ognuno dei criteri di valutazione la capitale lombarda è risultata al top. Per una volta, abbiamo fatto sistema. Anche il Financial Times e Le Monde hanno riconosciuto che Milano ha messo insieme il miglior dossier del lotto. Mentre i bookmaker londinesi la danno ampiamente favorita. In realtà non basta”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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