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Quattro ragazzi fuori dalla grotta. Il punto sui soccorsi in Thailandia

Grazie al calo del livello dell’acqua, procedono più rapidamente del previsto le operazioni di salvataggio dei 12 piccoli calciatori rimasti intrappolati nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, insieme al loro allenatore lo scorso 23 giugno. Quattro di loro sono già stati estratti e altri quattro potrebbero presto essere salvati.

La situazione ora per ora

  • 15.05 Sono in tutto sei, finora, i ragazzi in salvo. Il primo recupero è avvenuto due ore prima del previsto (alle 14 ora italiana), e altri due, ha affermato il governo, “sono fuori dalla grotta”. Un’altra coppia di ragazzi, invece, “uscirà probabilmente a breve”, ha spiegato il generale Kongcheep Tantrawanit.
  • 14.43 Un altro gruppo di quattro ragazzi uscirà “a breve” dalla grotta thailandese in cui sono rimasti intrappolati dallo scorso 23 giugno. Lo ha riferito il governo del paese asiatico. I ragazzi sono adesso nella camera 3, al campo base dei soccorritori, e il tragitto più difficile è alle spalle, ha speigato il generale Kongcheep Tantrawanit. 
  • 14.20 Sono quattro in tutto i ragazzi usciti dalla grotta di Tham Luang. Lo riferisce il governo del paese asiatico.
  • 13.48 Sono fuori dalla grotta i primi due dei 12 ragazzi rimasti intrappolati sottoterra insieme con il loro allenatore. Lo riferisce su Twitter John Irvine, corrispondente del network televisivo britannico Itv, che sottolinea di aver ricevuto l’informazione dal capo della polizia locale. I ragazzi, aggiunge, stanno bene. “I due ragazzi – ha detto Tossathep Boonthong, capo del soccorso medico- si trovano nell’ospedale da campo vicino alla grotta. Non sono ancora stati trasferiti nell’ospedale di Chiang Rai, e sono in corso sul posto esami medici”.
    Sul sito della Bcc è visibile un filmato che riprende un’ambulanza che esce dall’area della grotta. Se confermata, la notizia indica che l’uscita dalla grotta è avvenuta due ore prima del previsto. Cio è dovuto all’abbassamento del livello dell’acqua, che ha aumentato l’area nella quale è possibile camminare.

Australian doctor inside the cave decided to bring out the weakest kids first as cave conditions have been the best in days.

— Florian Witulski (@vaitor) 8 luglio 2018

Un percorso altamente rischioso

Circa quattro chilometri, passaggi stretti (uno largho solo 38 centimetri) immersioni in tunnel allagati, pendenze e un lungo cammino tra correnti d’acqua e rocce: sono le difficoltà della missione di salvataggio. Il primo tratto è quello che presenta i rischi maggiori. Per superarlo, i ragazzi, che hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare prima di essere ritrovati lunedì, dovranno immergersi in uno stretto passaggio dove c’è spazio per una sola persona.

I ragazzi, molti dei quali non sapevano nuotare prima di essere soccorsi, hanno preso lezioni intensive sulla gestione delle attrezzature per l’immersione. Utilizzeranno maschere speciali che coprono l’intero viso e permettono loro di respirare naturalmente, oltre a comunicare con le squadre di soccorso. I sommozzatori esperti (sono 18, 13 stranieri e 5 thailandesi) hanno avvertito del rischio della missione ma hanno assicurato che è l’opzione migliore, resteranno sempre con i ragazzi, per guidarli. I ragazzi potranno tenersi a una corda attaccata al muro attraverso un percorso di saliscendi in un terreno roccioso con forti correnti d’acqua, illuminato artificialmente. Una volta usciti, i ragazzini saranno visitati e valutati dai medici. Ad attenderli, 13 ambulanze e cinque elicotteri, per il trasporto in ospedale. Le precipitazioni sono una delle preoccupazioni principali, perché l’acqua filtrata dal monte può tornare a inondare le gallerie. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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