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“Quella giovane perpetua era plagiabile”

Il risultato della consulenza sulle condizioni psicofisiche della 26enne complica la posizione di don Alessio Baggetto.

ib_p010_0_10 PUNTA MARINA – La magistratura ha affidato all’ex perpetua di don Alessio Baggetto un amministratore di sostegno. Il compito è toccato all’avvocato Christian Biserni. Dato tecnico all’apparenza sterile. Ma di per sé indice del fatto che la consulenza affidata a suo tempo dalla procura a un esperto, ha avuto un esito netto: la giovane era plagiabile. Le sue condizioni psicofisiche la esponevano insomma al rischio che qualcuno potesse approfittarsi di lei. Scenario che in astratto non solo apre la strada all’eventuale accusa di circonvenzione d’incapace. Ma che pone altri interrogativi su eventuali implicazioni penali legate all’andamento della relazione tra i due. Ora si trovano entrambi fuori Ravenna: lei, 26 anni, in riposo a Roma; e lui, 41 anni, in meditazione a Bologna.

I due, che si erano conosciuti sul web, avevano condiviso in quel di Punta Marina lo stesso percorso per cinque mesi. Era stato proprio l’allora parroco della località rivierasca a presentare quella giovane ai fedeli nel giugno 2013 come “una ragazza bisognosa di aiuto”. Poi tra i due, che abitavano assieme in canonica, ero nato qualcosa di più intenso che una semplice amicizia. A sentire lei, il sacerdote l’aveva addirittura convinta a comprare casa vicino alla chiesa. Le avrebbe pure promesso di abbandonare presto l’abito talare per vivere una vita assieme alla luce del sole. Nel bailamme ci si era infilato anche un testamento compilato alla vigilia di un serio intervento chirurgico – e poi finito tra le carte raccolte dal pm Daniele Barberini – con il quale la giovane, titolare di una congrua eredità lasciatale alla morte dalla madre, aveva intestato tutto quanto al don.

Se la vicenda alla fine era approdata sui tavoli della magistratura, era stato perché il 14 dicembre dell’anno scorso la relazione era terminata bruscamente. La ragazza era finita in pronto soccorso in seguito a un violento litigio. Era quindi stata dimessa con una prognosi di 30 giorni dovuta alla frattura di un pollice con lesione dei legamenti. Il don, accusato di lesioni e difeso dall’avvocato Enrico Maria Saviotti, nel frattempo aveva lasciato Punta per prendersi un periodo di riflessione in una casa per esercizi spirituali sui colli emiliani. Era intervenuto un legale anche per la ragazza – l’avvocato Silvia Fantin -, visto che la 26enne oltre a essere parte offesa, era stata indagata per minacce, danneggiamento e calunnia per avere ritrattato la versione rilasciata in prima battuta ai carabinieri di Marina. La recente nomina di un amministratore di sostegno, e di riflesso l’esisto della consulenza disposta dal pm, ora hanno però impresso al caso una netta accelerazione.

http://www.romagnanoi.it/news/ravenna/1210181/-Quella-giovane-perpetua-era-plagiabile.html

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