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Quest'anno all'Italia è mancata tanta acqua quanta ce n'è nel Lago di Como

 In questa estate secca all’Italia manca una quantità d’acqua calcolata in 20 miliardi di metri cubi, pari a quella contenuta nel lago di Como. Dall’inizio del 2017 manca all’appello la pioggia di un mese intero. Nonostante la parentesi dei primi due mesi del 2017, meno “monotoni” rispetto a quelli seguenti (gennaio globalmente gelido e particolarmente piovoso al Centro-Sud; febbraio molto caldo e particolarmente piovoso al Nord), il risultato finale non accenna a uscire dai binari: le temperature medie da inizio anno si consolidano a +0.9 gradi centrigradi sopra la media, mentre le precipitazioni presentano un deficit di -21% a livello nazionale.

“Questo – spiega Simone Abelli, meteorologo di Meteo.it – significa che mediamente manca un quinto della pioggia in soli 5 mesi, in pratica la pioggia di un mese intero, condizione grave anche perché stiamo andando incontro alla stagione secca. Calcolando il deficit di pioggia da dicembre ossia da quando si è reso evidente il problema della siccità, ne scaturisce un’anomalia di -33%, pari a un terzo delle precipitazioni in meno in 6 mesi: in pratica un bagaglio di due mesi di pioggia in meno”.

L’anomalia termica che condanna l’Italia

L’anomalia termica media di maggio quest’anno è stata di +0.8 gradi, che lo al decimo posto fra i i mesi di maggio più caldi degli ultimi 60 anni. La scarsità di precipitazioni ha riguardato in maniera più o meno pesante tutto il territorio con un’anomalia globale di -34%, ma con i valori più bassi soprattutto sulle regioni tirreniche e sulle isole maggiori dove in alcuni casi non si sono verificate piogge, o al massimo si è avuto un solo giorno piovoso in tutto il mese. La primavera 2017 è stata la seconda più calda e la terza più secca degli ultimi 60 anni.

La primavera più calda e terza secca degli ultimi 60 anni

Mettendo insieme i dati dei tre mesi primaverili, risulta che tutti presentano notevoli e persistenti anomalie positive riguardo le temperature e altrettanto notevoli e ostinate anomalie negative delle precipitazioni. Questi scostamenti dalla norma hanno riguardato indistintamente tutto il territorio, con un maggior peso sulle regioni settentrionali e occidentali del Paese a causa della particolare configurazione della circolazione atmosferica primaverile che è stata caratterizzata dalla frequente presenza di strutture anticicloniche nelle zone centrali e occidentali del continente.

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L’anomalia termica pari a +1.3 gradi porta la primavera appena trascorsa al secondo posto tra le più calde degli ultimi 60 anni a pari merito con quella del 2001. La prima è la primavera del 2007. Anche il notevole deficit pluviometrico di -39% fa salire la primavera 2017 sul podio fra le primavere più secche degli ultimi 60 anni, e più precisamente al terzo posto dopo quelle del 2003 e del 1997. Da una stima del deficit primaverile di quest’anno mancherebbero all’appello circa 20 miliardi di metri cubi d’acqua sull’intero territorio nazionale.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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