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Quirinale: le Autonomie fanno nomi e Napolitano si smarca

(AGI) – Roma, 27 gen. – La versione ufficiale e’, e resta, “sosterremo un nome autorevole, non solo in Italia ma anche all’estero, con statura e esperienza politica, dunque non un tecnico, tali da svolgere una funzione delicatissima, capace di parlare al Paese e attento e sensibile alle istanze delle autonomie speciali e delle minoranze linguistiche”. E resta il fatto che questa e’ stata la posizione espressa a Matteo Renzi dalla delegazione Autonomista, solo che il comunicato diffuso al termine del colloquio al Nazareno entrava anche nel merito dei nomi, e cio’ “parlando anche a nome – precisava – dei tre senatori a vita membri del gruppo, il Presidente emerito Napolitano, Cattaneo e Rubbia”. E qui sta l’incidente diplomatico. Tanto che viene diffusa un’altra nota, sempre del gruppo Autonomie, per chiarire che quella precedente “tiene conto delle posizioni dei senatori autonomisti del gruppo Per le Autonomie, ossia del sen. Karl Zeller, presidente del Gruppo per le Autonomie PSI MAIE, del sen. Vittorio Fravezzi, del sen. Albert Laniece, del sen. Franco Panizza, e dell’on. Daniel Alfreider, che ha parlato a nome dei deputati della SVP, ma non – particolare di non poco conto – dei senatori a vita membri del gruppo, ossia del Presidente emerito Giorgio Napolitano, la sen. Elena Cattaneo ed il sen. Carlo Rubbia”. “Tratteggiando il profilo del nuovo capo dello Stato – questo il passo che coinvolgeva anche i senatori a vita, tra i quali proprio il Presidente della Repubblica le cui dimissioni hanno aperto la partita di questi giorni – la delegazione, guarderebbe con favore nomi come Sergio Mattarella, Anna Finocchiaro e Graziano Delrio”. Questi gli altri passaggi del comunicato diffuso dal termine del colloqui al Nazareno: “La scelta del candidato spetta ovviamente al Partito Democratico, ma auspichiamo che sia un nome condiviso nel modo piu’ ampio possibile e dunque votabile anche dalla opposizione. Il gruppo Per le Autonomie, composto tra l’altro da varie forze politiche autonomiste del Trentino Alto Adige/Sudtirol, della Valle d’Aosta e del Friuli Venezia Giulia, e’ un gruppo piccolo ma coeso e contando anche i grandi elettori delle nostre regioni saremo circa una ventina di parlamentari che voteranno per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica”. “La delegazione autonomista – si legge ancora – ha colto anche questa occasione per chiedere a Renzi di essere coinvolti nella scelta del successore al Ministero per gli Affari Regionali. Questo dicastero, per evidenti motivi, e’ molto importante per noi. Non ci interessano poltrone, ma un coinvolgimento nella scelta del prossimo ministro”. (AGI) .

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