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Quirinale: Renzi punta sul metodo, "un nome secco prima di sabato"

(AGI) – Roma, 26 gen. – “Adesso e’ tutta una questione di metodo”. Nella partita a scacchi che ancora per quattro giorni terra’ impegnato il premier, la cosa fondamentale e’ non sbagliare le prime mosse. Solo il weekend e i contatti di questi giorni, dunque, hanno convinto Matteo Renzi a puntare su un nome secco da proporre agli altri gruppi parlamentari. Una proposta ufficializzata stamane alla riunione dei gruppi del Pd che, salvo qualche eccezione, l’hanno accolta positivamente. Altro tassello non scontato e’ quello di arrivare a una votazione concreta solo dal quarto scrutinio in poi: passaggio gia’ ufficialmente ipotizzato, ma su cui era in corso una nuova riflessione in questi giorni e che vede i forti dubbi della minoranza bersaniana. Ma alla fine Renzi ha deciso che l’uso della scheda bianca nei primi tre voti e la candidatura di un solo nome siano lo strumento migliore per evitare da un lato le imboscate di chi lo vorrebbe azzoppare e dall’altro il sospetto di aver in realta’ concordato il nuovo inquilino del Quirinale con Silvio Berlusconi. La prossima mossa da azzeccare, prima ancora del nome, e’ ora quella del timing con cui scoprire la carta su cui il premier vuol puntare. Chi gli ha parlato oggi assicura che il nome da votare al quarto scrutinio sara’ svelato venerdi’ sera, ma un renziano doc spiega: “Se il timore di Renzi e’ che se dice il nome giovedi’ ci sono due giorni di tempo per triturarlo, se lo dice sabato mattina lascia lo spazio di manovra a chi gli puo’ lanciare una contro-candidatura tra i piedi. “I tempi dipenderanno dai colloqui delle prossime ore” spiegano da palazzo Chigi. “Non potete pensare che prima di vedere gli altri partiti gia’ sappiamo quando avremo un candidato” spiega il presidente dell’assemblea dem, Matteo Orfini, “se domani troviamo la quadra il nome si fara’ presto, altrimenti servira’ tempo”. In questo gioco di sospetti, un retropensiero lo hanno anche gli esponenti della minoranza. “Non vorremmo trovarci alla quarta votazione, dopo tre giri di schede bianche, con un nome deciso tra Renzi e Berlusconi che ci viene imposto quando il quorum e’ basso e il nostro peso irrilevante” spiega un deputato bersaniano. “Basta con questi sospetti – replica un renziano – Renzi sta giocando in modo aperto”. Al di la’ della scelta della scheda bianca nei primi tre scrutini e di un nome solo come candidato, pero’, al momento non c’e’ molto di piu’. Anche se in realta’ sul profilo che dovra’ avere il candidato cominciano gia’ a raccogliersi i primi dettagli: dalle assemblee dei parlamentari Pd riunite da Renzi e’ giunta la preferenza per un politico di Area Democratica. “Sul tappeto i nomi rimasti sono quelli di Veltroni, Mattarella, Finocchiaro, Padoan e Fassino” facevano notare diversi deputati delle diverse aree Pd oggi. Ognuno ha i suoi supporter, quasi tutti qualche franco tiratore. “Ora – spiega un renziano della prima ora – molto dipende dagli incontri di domani: Veltroni sarebbe perfetto, ma lo dovrebbe proporre la minoranza Pd, altrimenti poi tirano fuori che e’ il candidato del Nazareno”. Su Veltroni si registra il ‘non ostat’ dei bersaniani ma anche dei popolari, e il nome e’ ben visto anche nel centrodestra, tanto che a fine serata veniva dato come uno dei piu’ in ascesa. Per Mattarella le perplessita’ vengono dal riflesso di un giudizio negativo in Forza Italia, peraltro tutto da verificare. Su Padoan pesa il dubbio che la sua ‘promozione’ richiederebbe un rimpasto di governo, ma gia’ le dimissioni del ministro Lanzetta oggi richiederanno comunque uno spostamento di caselle. Domani dunque ci saranno gli incontri con tutte le forze politiche, poi di nuovo una riunione con i grandi elettori, mentre gia’ molti deputati e senatori sono stati contattati da Matteo Renzi in prima persona o da suoi luogotenenti. Da venerdi’ in poche ore, Renzi si giochera’ tutto scoprendo finalmente la carta su cui intende puntare tutta la posta. .
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