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Quirinale: Renzi, scheda bianca per le prime tre votazioni

(AGI) – Roma, 26 gen. – Perche’ no? Questa potrebbe essere #lavoltabuona per una signora al Quirinale. Matteo Renzi lascia intendere che il Colle in rosa non gli dispiacerebbe. Come lascia intendere, incontrando prima i deputati e poi i senatori del suo partito, molte altre cose. Ma nomi non ne fa. Nemmeno mezzo, perche’ per fare un nome, per l’appunto, oggi non e’ ancora la volta buona. Il presidente del Consiglio, all’avvicinarsi delle votazioni per il successore di Giorgio Napolitano, intensifica l’attivita’ diplomatica dentro e fuori il suo partito. Soprattutto dentro. “Non scommetto sulla vostra fedelta’ ma sulla vostra intelligenza”, dice ai suoi compagni del Pd, protagonisti due anni fa di un tradimento di massa ai danni di Franco Marini e Romano Prodi. E chi sente che lo spirito e’ pronto, ma la carne e’ debole ricordi anche due cose. La prima: “Nessuno ha il diritto di veto”. La seconda: “Non e’ un referendum su di me”. Il ragionamento di Renzi si dipana su piu’ di un piano; la tenuta interna del Pd, il ruolo che il partito di maggioranza relativa deve mantenere in questa fase, il nodo spinoso del nome da candidare. Sapendo che fallire il primo copo significherebbe, probabilmente, complicare tutto il quadro. Ecco quindi che il Presidente del Consiglio definisce i prossimi giorni “un passaggio fondamentale per la credibilita’ del Pd e di questa classe dirigente”. Per quanto riguarda il metodo con cui affrontare una curva cosi’ pericolosa, l’invito e’ alla prudenza. Ragion per cui nessun nome verra’ dato prima della quarta votazione, quella con cui bastera’ la maggioranza semplice. Le prime tre vedranno un Pd compatto, negli auspici, nel depositare nell’urna una scheda bianca come la coscienza del giusto. Poi, appunto, il nome. Magari quello di una donna. Nel frattempo verra’ fatto il punto della situazione con tutti i grandi elettori del partito, riuniti in apposite assemblee. E magari sabato arrivera’ #lavoltabuona.(AGI)
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