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Quirinale, seconda fumata nera FI, "alla quarta non votiamo"

(AGI) – Roma, 30 gen. – Al momento e’ tutto come da copione: seconda fumata nera, ma non c’e’ da farsi prendere dal panico perche’ si e’ trattato di un risultato in copia conforme rispetto a quello di ieri. Oggi il pallottoliere dice: nulle 26, bianche 531, Imposimato 123, Feltri 50, Castellina 34, Bonino 23, Rodota’ 22, dispersi 143. Ieri i risultati erano stati questi: 538 bianche, 33 nulle, 120 per il candidato del M5S Imposimato, 35 per Luciana Castellina proposta da Sel, 25 per Emma Bonino, 9 per Romano Prodi. Insomma, spostamenti di consenso minimi, o comunque nei limiti del fisiologico. Se il Pd tiene, Forza Italia resiste nella linea della fermezza. L’Ncd pare avere qualche dubbio in piu’, ed e’ proprio sui centristi che si danno da fare per essere centrali che si concentra il pressing di un Pd la cui stabilita’ sorprende – felicemente – gli stessi quadri del partito.


SI ELEGGE IL 12* PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. LA DIRETTA

“Mi auguro che di fronte al clima positivo anche chi nutre ancora dei dubbi, come l’Ncd, si renda conto che Mattarella e’ uno che conosce la Costituzione e sa che deve garantire l’unita’ della Nazione e ragionare con testa di arbitro”. Il testo e’ quello di una dichiarazione di Pier Luigi Bersani, resa in Transatlantico, ma sono parole che potrebbero essere state pronunciate da altri suoi colleghi. Risponde a tutti Maurizio Sacconi, ribadendo la linea gia’ scelta ieri da Angelino Alfano: “diciamo no a Mattarella, ma il governo non si tocca”. I berlusconiani pare si orientino a non presentarsi in occasione della quarta votazione, quando l’abbassamento del quorum rendera’ possibile l’elezione di Sergio Mattarella. Ecco allora l’avvertimento di Lorenzo Guerini: “Con Berlusconi abbiamo detto chiaramente che l’obiettivo era quello di fare le riforme. Ciascuno si prendera’ le responsabilita’ davanti al Paese, spiegando come mai arrivati all’ultimo miglio questo percorso si interrompe”. “Preghiamo per la soluzione migliore, ma preghiamo e basta” fanno sapere intanto da Oltretevere, in osservanza alla linea della Chiesa di Francesco. Ma il miracolo e’ un altro: pare che Sergio Mattarella sia diventato in 24 ore una star del web: 1.020.000 risultati su Google. Con buona pace di Fabio Volo, da stamane impegnato in innumerevoli passeggiate in Transatalitico con tanto di cappotto grigio. Lui di follower su twitter ne ha 1.140.000, ma ci ha messo molto di piu’. RENZI A CONTA VOTI E LAVORA PER RECUPERO NCD – Andate dai parlamentari di ogni partito politico e dite loro con franchezza e tranquillita’ che non ci sono argomenti politici contro Mattarella, e’ una figura inappuntabile, non e’ una manovra contro qualcuno. L’invito del premier ai suoi non e’, viene spiegato da fonti parlamentari renziane, un tentativo di racimolare qualche voto in piu’ nell’urna in FI e Ncd. O perlomeno non solo, visto che resta il timore dei franchi tiratori al quarto scrutinio (c’e’ una trattativa aperta pure con i cinque stelle) e si stanno ‘valutando’ eventuali emorragie. Il premier ora sta incontrando a Montecitorio i vertici del partito proprio per ‘contare’ i voti. Oltre a sgombrare il campo da eventuali sgambetti interni al Pd, l’intenzione e’ cercare soprattutto di recupare Ncd come forza politica alleata di governo e riportare il partito azzurro sulla strada delle riforme. Altrimenti, ha detto in maniera molto chiara il sottosegretario Luca Lotti, “faremo da soli”; “chi si vuole sfilare lo dovra’ fare di fronte al Paese”, rilancia Lorenzo Guerini rispondendo a Brunetta che ha evocato le elezioni anticipate. La decisione di FI di non partecipare al voto viene ritenuta dai renziani molto grave: nessuna volonta’ di far saltare il patto ma cosi’ – e’ il ragionamento che viene riferito – si mette a rischio tutto il percorso portato avanti insieme, compresi i provvedimenti come quello fiscale. Il presidente del Consiglio ora in ogni caso vuole ‘condividere’ Mattarella, “non lo ha fatto prima perche’ ha lanciato un messaggio alla minoranza del Pd, non e’ tempo di veti per nessuno”, osserva un esponente dem. Del resto la minoranza del partito di largo del Nazareno non nasconde che con l’elezione di Mattarella alla presidenza della Repubblica cambiera’ completamente l’atteggiamento di chi finora ha contestato le scelte di governo. Per il momento il pressing e’ riuscito a meta’: nel Nuovo Centrodestra il confronto e’ ancora in corso, molti parlamentari siciliani hanno rassicurato il ministro Boschi sull’intenzione di dare il via libera al giudice della Corte costituzionale. Un messaggio chiaro, visto che il senatore Ncd Gualdani ha ottenuto alla seconda votazione dieci voti. Il ministro delle Riforme avrebbe visto lo stesso responsabile dell’Interno per invitarlo a recedere dai suoi passi e garantire il proseguio della legislatura. In Ncd molti – per esempio la senatrice Bianconi – hanno chiesto ad Alfano, invece, di uscire proprio dall’esecutivo. Altri lavorano affinche’ non si tocchi il governo, ma l’orientamento che emerge e’ quello comunque di lasciare la porta aperta a qualsiasi scenario. Alfano del resto sarebbe ancora irritato per la gestione della candidatura di Mattarella. E lo stesso Quagliariello non e’ stato morbido: rotto il patto sulle riforme, Renzi vuole andare a votare, e’ piu’ o meno il ragionamento di chi non ha certo digerito la mossa di Renzi. Anche per ‘stanare’ Ncd e i frondisti fittiani FI non vuole partecipare al voto, per evitare che arrivi un soccorso al partito democratico. Ma il Cavaliere, oltre alla questione Quirinale, deve chiarire il suo orizzonte – riflettono gli azzurri -, ovvero mantenere il patto con Ncd oppure andare sulla linea dell’opposizione senza se e senza ma della Lega. Il partito azzurro e’ spaccato e anche le decisioni dei vertici del gruppo di convocare un ufficio di presidenza e’ stata contestata da diversi deputati e senatori. L’obiettivo di Berlusconi per ora e’ quello di far fronte comune all’ex delfino, di evitare divisioni interne. Eppure c’e’ la convinzione nella stretta cerchia berlusconiana che l’europarlamentare pugliese fara’ votare Mattarella. “Ma e’ inconcepibile che Alfano non lo voti”, rilancia Fioroni che in Transatlantico ha rivolto l’interrogativo a Lorenzo Cesa. La casa comune di provenienza e’ la stessa, “non ci possono essere questioni personali” alla base di una scelta del genere, osserva l’esponente Pd. “Non ci sono argomenti politici contro Mattarella”, sottolinea pure il presidente Pd Matteo Orfini.(AGI) .

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