TwitterFacebookGoogle+

Ra, il dio del nostro sistema

Creatore e distruttore dei mondi.

Ra, il signore degli Dei

I pianeti di un sistema esplosero dalla sua stella e questa e il suo sistema dalla stella galattica (Sirio) a cui tornerà. La rivoluzione galattica, che segna i cicli, finirà, e con essa il grande ciclo, con il riassorbimento dei pianeti nella stella centrale.

I cicli cosmici sono determinati dai moti degli astri. La condensazione della Terra è il naturale corollario di quella dei pianeti dal Sole.

I miti della creazione di Ra che generò il cosmo e gli Dei (pianeti), sul piano fisico, significano questa dottrina. Ptah è infatti chiamato “terra emersa” dall’acqua rappresentando la materia corporea che si forma dalla sostanza metafisica o “acqua”. Ra precedette e generò tutti gli Dei divenendone poi il signore e ciò sul piano astronomico significa che emanò i pianeti, e ne è ora la guida tenendoli avvinti con le orbite e i campi gravitazionali. E’ raffigurato come viaggiante su una barca sacra nelle acque dello spazio.

Una delle anime Ba del dio Ra è costituita dalla Fenice chiamata Bennu ed è la manifestazione del dio inerente la rigenerazione del sistema solare; la resurrezione dal falò in cui si è uccisa bruciandosi sta ad indicare l’emissione all’inizio e la conflagrazione alla fine del sistema solare. Lo stesso eliocentrismo copernicano e galileiano non è che il ritorno all’eliocentrismo pitagorico ed egizio antico.

Ciò viene rappresentato anche dal mito di Mitra e Phanes che escono dall’uovo cosmico e con esso Eros, il campo magnetico che rende coeso il sistema e fa gravitare i pianeti, e da Unabkhu nei miti maya.

L’uovo cosmico rappresenta l’etere o materia oscura, la faccia invisibile dell’universo da cui emergono e si riassorbono tutte le esistenze corporee, e Phanes è il Sole che emana e governa tutto.

Sul piano spirituale l’emanazione dal centro e il sistema di cerchi concentrici e gerarchici, rappresentato dal mandala, è il diagramma dell’universo e dell’uomo col sé e i suoi ego-veli.

“Tutte le cose nascono, muoiono, esistono e si conservano nel fuoco” sosteneva Eraclito di Efeso.

Una stella è il fuoco rigeneratore, che fa sorgere, morire e risorgere i sistemi planetari e tra i Pitagorici era chiamata Hestia.

I primi uomini plasmici emanarono, insieme alla massa incandescente della Terra, dal Sole.

I vari monarchi erano detti figli del Sole in quanti discendenti dei semidei emanati dal Sole.

Questa teoria è stata sostenuta nel passato dal filosofo Leibnitz e Buffon. Inoltre, questa concezione è propria dei Rosacroce, degli ermetisti e dei filosofi del fuoco del 5-600’.

I pianeti di un sistema vengono espulsi dalla sua stella centrale al momento della formazione per poi essere riassorbiti in essa con la morte di quella stella. I pianeti del nostro sistema furono irradiati dal sole come masse di plasma che poi si condensarono, mentre il restante plasma formò l’atmosfera eterica di ciò che la scienza chiama campi gravitazionali. I pianeti sono dunque solo la parte emersa del mare magnetico ed etereo del sistema solare.

Dunque non si separarono dal sole in assoluto ma rimasero nel campo d’ attrazione solare che si esaurisce con lo spengersi della stella.

Il Sole e i “suoi figli” rimangono una famiglia dalla nascita alla morte.

Dalla materia oscura emergono le cariche energetiche che formano le stelle e poi il processo elioradiante. E’ una creazione continua ed eterna di materia dall’energia e viceversa in un ciclo permanente.

Il Sole è perciò il creatore della materia e della vita e proviene dalla materia oscura. Ogni ciclo astrosistemico inizia e finisce con la sua stella. Questo si inserisce nel più vasto contesto delle galassie.

Essendo impossibile che lo spazio ed il tempo vengano formati da un ente corporeo (la singolarità iniziale) vi sono stati e vi saranno molti infiniti big-bang stellari.

Questo abbatte anche la teoria nebulare: in primis perché si riproduce lo stesso problema della produzione dell’incorporeo dal corporeo e poi dell’assottigliamento.

La condizione astrofisica della nostra stella era nei primordi della sua esistenza cosmica diversa da quella attuale, ed essendo stato formato da un tempo breve nella scala cosmica era ancora una massa in cui la fusione nucleare rendeva l’astro variabile e attraversato da continui ribollimenti e conflitti. La concentrazione nucleare del Sole era in origine instabile e sovrabbondante e finì per farlo esplodere espellendo nello spazio circostante alcune masse plasmatiche.

Vi era uno squilibrio della massa della stella che si risolse con l’espulsione dei plasmi prototipi dei pianeti.

Questo processo astronomico e cosmogonico riproduce tutto lo sviluppo di ciò che la scienza attribuisce al Big-Bang. In realtà non vi è stato un solo Big-Bang primordiale creatore della materia, dell’energia e dell’universo ma tanti più piccoli e numerosi “mini-bang” senza soluzione di continuità da tempo infinito e questo processo cosmico di palpitazione stellare, ovvero emanazione e reintegrazione dei sistemi durerà in eterno in perfetta coerenza con l’eternità dell’universo. Ciò che si attribuisce al noto “Bosone di Higgs”, la trasmissione della massa, è invece un processo costante ed eterno che avviene con la formazione sovrabbondante delle stelle. Infatti esse emergono da un vuoto quantistico o una materia oscura e apparentemente per noi spuntano dal nulla, ma si tratta dell’emanazione della massa dal quid negativo cosmico, le acque dello spazio in cui naviga Ra.

E’ noto che il Sole manifesta l’accertato fenomeno delle eruttazioni solari e che, pur in misura ridotta rispetto ai primordi del nostro sistema, è attraversato da continue tempeste solari che continuano la instabilità primordiale dell’astro.

Ciò dimostra che questa attività stellare doveva essere presente anche nei primi tempi del Sole e che, seppur adesso non è tale da emettere masse incandescenti da esso questa attività è propria della nostra stella e tale che, pur ridotta considerevolmente rispetto al “mini-bang solare” cosmogonico, doveva essere, proprio in virtù del vigore che doveva avere l’attività nucleare all’inizio, entro un tempo relativamente breve dalla prima manifestazione del Sole nell’universo, molto più forte e violenta di oggi.

E oltre alle masse plasmiche prototipi dei pianeti dovette emanare anche un campo gravitazionale in cui essi avrebbero orbitato, avvinti in orbite dalla nostra stella. Il campo gravitazionale, che è affine e correlato al campo elettromagnetico, era coestensivo di queste masse plasmiche che sono, da un altro punto vista, le cariche presenti nel campo, seppur oggi solidificate.

Il Sole è la carica elettromagnetica che costituisce il nucleo del campo del nostro sistema e attira tutto ciò che vi si trova come una carica elettropositiva laddove i pianeti, coi loro campi magnetici, residuo delle masse plasmiche antiche, sono le cariche elettronegative.

La concezione del sistema come campo elettromagnetico-gravitazionale fa inoltre chiarezza sulla natura del Sole quale sorgente fotonica, ovvero delle onde luminose, infatti è questa una correlazione del campo in quanto il campo elettromagnetico emette lo spettro luminoso dall’infrarosso all’ultravioletto.

Altresì, il campo termico, il calore irradiato dal Sole, è un’altra correlazione di questo campo vibrazionale. Tutte queste radiazioni, luminose, termiche, elettromagnetiche, gravitazionali, costituiscono un unico spettro delle manifestazioni solari. Non ultima la forza nucleare, erroneamente identificata nelle radiazioni dei corpuscoli infinitesimali della materia, e ogni particola di energia nucleare contenuta negli elementi usati, è solo un portato dell’antica esplosione nucleare del Sole, come fuoco sotto le ceneri. Queste correlazioni sono soltanto gli effetti dell’etere di cui il Sole è la condensazione, nel quale vive e di cui emette e forma il campo elettromagnetico-gravitazionale del sistema. E’ insomma sorgente energetica e vitale a tutti i livelli.

Infine, per completare il quadro sul piano spirituale diremmo che lo Spirito Stellare interno al Sole, e di cui l’astro è il corpo, è anche la coscienza cosmica che rappresenta il Logos planetario e la base della coscienza ed esistenza degli esseri planetari e della vita planetaria in generale.

Astrologicamente il Sole ed i pianeti sono i corpi degli spiriti planetari, i demiurghi che irradiano le anime e le tipologie animiche. Da essi, come unità protogenetica si segmentano e scindono gli ego fisici, astrali e spirituali umani, che rimangono collegati a questi centri emanatori, come il raggio alla stella, rappresentando un’emanazione permanente. In tal modo si hanno gli influssi che governano gli esseri, la natura e la vita sulla Terra. Svariati miti dei popoli antichi parlano della loro discendenza dal Sole, dei loro antenati come “figli del Sole”.

Le danze sacre antiche rappresentanti i moti dei pianeti intorno al Sole, riecheggiate dalla danza di Luigi XIV°, detto anche per questo il “Re Sole”, oltre alla formazione del sistema alludono anche all’ordine degli influssi astrologici e, sul piano metafisico, alla gerarchia del Sé e degli ego-veli periferici della coscienza, la personalità riflessa nei diversi tipi planetari arcontici.

Re Sole, Luigi XIV°

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.