Madonna p...na non e' piu' una bestemmia
Cosa succede in città
La popstar Madonna, in tournée in Russia, lancia un appello a favore delle Pussy Riot scatenando il turpiloquio del vicepremier Rogozin.
venerdì 10 agosto 2012 00:01

Guai in vista per Madonna in tournée in Russia.
La popstar, colpevole di essersi augurata il rilascio delle Pussy Riot - come peraltro fanno, tifando in cuor loro per le ragazze della punk band assurdamente detenute, migliaia di cittadini nel mondo - ha scatenato le ire dei suoi ospiti. E in particolare del vicepremier Dmitri Rogozin il quale, evidentemente assetato del suo quarto d'ora di celebrità, ha rivolto parole non propriamente galanti alla cantante americana.
Viene quantomeno da scuotere la testa. Considerato che Rogozin appartiene alla destra ultranazionalista, piacerebbero modi leggermente più consoni alla suddetta area politica: dove sono finiti i gentiluomini pieni di galanteria, grazie alla quale si fanno quasi perdonare il velato maschilismo, che la tradizione destrorsa ammannisce da secoli?
Non in Russia. Nel Paese del processo-farsa alle Pussy Riot, del quale tutto si può dire ma non che sia immune alla tentazione dell'autoritarismo viriloide, i gentiluomini latitano persino laddove dovrebbero abbondare e, nel rispondere a Madonna su Twitter, le scrivono testualmente: «ogni ex p... - digitato così, con i puntini di sospensione - tende a dare in giro lezioni di morale. In particolare quando si trova in tournée all'estero».
Aspettiamo con fiducia, a questo punto, le lezioni di morale che pensa invece di distribuire Rogozin, che in Russia non è all'estero, al popolo da lui medesimo coamministrato.
Ma c'è poco da sperare: già nel 2008 un esponente della Chiesa ortodossa, l'arcidiacono Andrei Kuraiev, non potendo sfogarsi con l'autentica madre celeste aveva affibbiato alla Madonna terrena la poco elegante etichetta di «puttana straniera». Se fosse stata russa, invece, avrebbe avuto l'aureola?
Belinda Malaspina
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