29/02/12

NoGod


29/02/12Sei rimasto in silenzio per la vergogna o per lo stupore? (Boezio, De consolatione philosophiae)
A word is dead when it is said some say. I say it just begins to live that day* (Emily Dickinson)

Il fondamentalismo religioso di Santorum – che si contende la candidatura con Romney per le prossime presidenziali Usa – ha qualcosa di vagamente giovanardo (neologismo che si riferisce al già sottosegretario alla famiglia Giovanardi) . Noto agli americani per essersi intestato la proposta di sanzionare i rapporti anali anche fra le mura di casa, adesso ha tirato in ballo anche il primo presidente cattolico degli Stati Uniti.
Due mesi prima della sua storica elezione nel 1960, John Kennedy pronunciò a Houston un discorso per rassicurare la sua indipendenza dalla Chiesa: Credo in una America in cui la separazione della Chiesa e dello Stato  è assoluta, in cui nessun prelato cattolico dica al presidente che cosa fare, e nessun pastore protestante dica ai suoi per chi votare; un Paese in cui nessuna Chiesa o scuola confessionale riceva fondi pubblici o goda di privilegi, dove a nessuna persona venga negato l’accesso alla vita pubblica perché la sua religione è diversa da quella del presidente che ha il diritto di nominarlo o degli elettori che potrebbero eleggerlo. Credo in una America che non è ufficialmente né cattolica, né protestante, né ebrea, nella quale nessun uomo pubblico chiede o accetta istruzioni , su questioni di pubblico interesse, dal papa, dal Consiglio nazionale delle chiese o da qualsiasi fonte ecclesiastica, dove nessun organo religioso cerca d’imporre la propria volontà direttamente o indirettamente sulla popolazione o sugli atti pubblici dei suoi funzionari, e dove la libertà religiosa è così indivisibile che ogni azione contro una Chiesa è un’azione contro tutte .  Il candidato Santorum sostiene che quel discorso è stato un grossolano errore perché la separazione tra Stato e Chiesa non ha dato gran risultati agli Usa.
Difficile commentare queste osservazioni. Piuttosto merita ricordare l’intervento che fece il presidente Obama presso l’Università cattolica di Notre Dame (che vide l’aspra critica di alcuni vescovi e l’assenza di una docente speciale di quell’ateneo, la signora Mary Ann Glendon, ambasciatrice (di Bush) presso la Santa Sede, la prima donna che rappresentò la Santa Sede durante la conferenza delle Nazioni Unite sulle donne a Pechino nel 1995) . Disse il presidente: Ricordate anche che l’ironia ultima della fede è che ammette necessariamente il dubbio. E’ il credere in cose non viste. Sapere con certezza ciò che Dio ha pianificato per noi o che cosa ci chiede è oltre la nostra capacità di esseri umani. E questo dubbio deve temperare le nostre passioni, renderci diffidenti nei confronti del troppo moralismo. Deve costringerci a lasciarci aperti e curiosi … Se c’è una legge della quale possiamo dirci certi è quella che lega i credenti di ogni religione a coloro che non credono. Dobbiamo trattarci l’un l’altro come vogliamo essere trattati. Fu applaudito quel discorso, perché dipinse un paese fatto di minoranze – culturali, religiose, etniche, di genere – e dove i cattolici sono già minoranza e non possono continuare ad accampare supremazie.
Ma da questo orecchio i cattolici sembrano non sentirci. O almeno così è stato in Québec (Canada) dove nel 2008 è stato inserito l’insegnamento obbligatorio di etica e cultura. Ma vescovi e genitori si sono opposti facendo ricorso perché quell’ora veicola l’idea che tutte le culture e le fedi si equivalgono.  La Corte suprema ha respinto il ricorso, perché  il rigetto di questo insegnamento significherebbe rifiutare la realtà multiculturale della società canadese. Fermo restando che conoscere le diverse identità etnie religioni del proprio Paese, non esime dall’attenersi al rispetto di ognuno che può essere garantito esclusivamente da uno Stato laico.
Abbracci e baci (così proviamo a sconfiggere questa bottarella di tristezza) a tutti quelli che oggi leggeranno questo post.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Alcuni dicono che una parola è morta quando è pronunciata. Invece io dico che inizia a vivere proprio quel giorno


Posted: 2012-02-29 09:22:12

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