3/5/12

NoGod


3/5/12 – Laico è colui che, a differenza dell’uomo della certezza, della verità, della fede, non ha certezze di cui sia sul serio certo, non conosce verità che gli appaiano come verità, non ha fede. E’ l’uomo che nell’assumere questo atteggiamento e nel corroborarlo, di conseguenza, di idee e di concetti, non sa tuttavia se queste idee siano sul serio idee e non illusioni, concetti e non sogni, e allora ecco che, dopo aver delineate le une e pensati i secondi, cerca in altre idee e in altri concetti quel che nei primi aveva cercato e non trovato. Cerca e non trova, perché questo è il destino del laicismo; il non avere idee, concetti, fedi che resistono alla prova a cui, incessantemente, il dubbio sottopone le loro forme. (Gennaro Sasso, Parolechiave, Carocci)
Quello che è apparso chiaro ad Oslo e sull’isola di Utoya, è che il delirante odio antislamico, può rivelarsi pericoloso tanto quanto il veleno qaedista contro gli infedeli… bisognerà chiedersi se i gruppi che in Europa si fanno portatori di ideologie antislamiche e ostili alle migrazioni denunceranno ciò che Breivik ha commesso nel nome della loro causa (Roger Cohen, International Herald Tribune)

Nell’Italia degli anni Settanta furono conquistati diritti civili in armonia con le aspettative di una società che stava evolvendo, mentre in questa interminabile cosiddetta seconda Repubblica sono state approvate le peggiori leggi mai conosciute. Un ceto partitocratrico privo di riferimenti valoriali – quello della prima Repubblica sebbene frammentato godeva di forti spinte ideali – bisognoso di suggerimenti, è stato divorato in un boccone dalla Chiesa che non solo ha incassato leggi cosiddette etiche, ma ha anche introitato grossi vantaggi economici. Di più, con l’avvento di Gran Premio II e di B16, sono stati inghiottiti quei pochi passi in avanti verso la pluralità fatti dal Concilio Vaticano II, il che ha portato ad una arretratezza della Chiesa che si è riflettuta sul parlamento! Sorprende che in un Paese che con queste modalità è inchiodato al medioevo, ci siano molti commentatori che, affascinati dai movimenti xenofobi nostrani (Lega, CasaPound, La Destra…), e sedotti dalle formazioni nazionaliste antieuropee e antioccidentali (dall’Ungheria all’Olanda passando per la Francia e la Finlandia) ritenga che la minaccia a questo splendore sia il feroce Saladino.
Si badi, in un paese che trascura che il principio di laicità è l’unico che comprende una completa pluralità, il rischio di passare da una teocrazia all’altra in un soffio è una possibilità. Ma sorprende e addolora che ci si allei in maniera acritica con qualsiasi pastore evangelico che metterebbe alla sbarra i sodomiti o, addirittura, ci si ritrovi sullo stesso balcone di B16 che si mette sotto i piedi le donne, usando le loro stesse parole per difendere i cristiani dai fondamentalisti islamici. E’ evidente che non dobbiamo restare indifferenti davanti ai cristiani assassinati in Nigeria e in Kenya, ma possiamo realmente sostenere che in quei paesi vengono uccisi i cristiani perché rappresentano una garanzia di pluralismo? Ma davvero l’intelligenza, il progresso, la capacità di analisi è come acqua sul marmo? Possibile che il metro che dobbiamo usare è ancora quello del fideismo religioso? Le parole contano ed è pericoloso usarle con leggerezza perché possono modificare la comprensione dei fatti. Ma si può dire che al totalitarismo si deve opporre la democrazia? Emanciparsi vuol dire anche non guardare solo con gli occhiali minoritari della religione più fanatica. Che esiste ma appartiene a una minoranza che in caso va isolata non ingrandita. Quando si indossano quegli occhiali lì, il pericolo si moltiplica. Se si chiede a un leghista quanti sono “i terroni”, te li conta come l’intera popolazione italiana. E per ultimo, non è da pazzi criminali inchiodare tutti i musulmani a un solo modello? (esattamente quello che ci irrita quando le sentenze stabiliscono che il crocefisso è parte della nostra storia). Questo metro di giudizio ci fa somigliare a quel tale che per fare un dispetto al suo viso si tagliò il naso.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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8/2/12
– Sam Harris, autore de La fine della fede, sostiene che il maggiore pericolo per il libero pensiero e la civiltà oggi sia il fondamentalismo islamico, ma che non bisogna sottovalutare il pericolo cristiano, entrambe fedi che negano la realtà tangibile, per la sofferenza che creano in obbedienza ai loro miti religiosi e per la loro fedeltà a un Dio di fantasia. Tuttavia lo studioso è ottimista e afferma che presto guarderemo ai tempi in cui si credeva in Dio come oggi guardiamo al periodo in cui si riteneva che la schiavitù fosse normale. Ogni giorno noi italiani vediamo quanto sia sproporzionato lo spazio che i media concedono ai sospiri del papa, della Cei, al parere dell’ultimo parroco. Ogni giorno sentiamo le persone che si indignano dei beni sottratti a tutti gli italiani a favore delle gerarchie ecclesiastiche. Questo train de vie ci umilia come italiani, anche perché sappiamo che i nostri concittadini, anche molti cattolici, non condividono l’onnipresenza della Santa Sede, né vogliono sentirsi il fiato sul collo per le frenesie sessuofobiche e per i troppi dogmi sul come vivere e come morire. Partendo da questa ovvia constatazione, non si comprende perché dobbiamo continuare a pensare che ogni cittadino musulmano sia un invasato. I cittadini musulmani, che ormai conosciamo anche nel nostro Paese, per la maggioranza sono esattamente come noi, hanno le nostre stesse aspettative e desideri. Sicuramente fa scalpore che qualche cittadino del Bangladesh o del Marocco ammazzi la moglie o la figlia perché si occidentalizza, ma è inammissibile che un italiano si scandalizzi per questo, come se ignorasse che drammi familiari uguali sono stati una realtà fino a poco tempo fa. Possiamo scandalizzarci di qualcuno che proviene da un paese che ha un diverso livello di sviluppo e che fra qualche anno raggiungerà il nostro? E noi quando riusciremo a raggiungere i diritti civili del resto dell’occidente? Quando le donne avranno realmente pari diritto e non si sarà discriminati per le proprie scelte sessuali ad esempio? Non c’è razzismo nel pregiudizio secondo il quale il mondo musulmano non è culturalmente adatto alla libertà? Attenti che è quello che in molti paesi europei dicono di noi vaticaliani. E tutto ciò con la religione non c’entra – e l’agnostico lo riconosce – ma c’entra semmai molto con la malleveria della politica insulsa alla gerarchia teocratica. E per ultimo, questo atteggiamento schizzato nei confronti degli islamici, mette il bavaglio a quei tanti che hanno animato le primavere arabe. Non accompagnare i cittadini che hanno contestato le dittature e che percorrono l’accidentato difficile duro sentiero della democrazia, è scellerato. Qual è il dovere dei laici? Intanto dare spazio alla storia del pensiero laico, poi non criminalizzare le religioni ma neanche ritenerle portatrici -senza se e senza ma – di valori positivi. Le religioni possono offrire qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani. La moderazione e la sobrietà nei giudizi ci serve per compiere il percorso verso la fragile meravigliosa e misteriosa felicità umana.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


Posted: 2012-05-03 09:51:45

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