6/6/12
6/6/12 – La reazione emotiva connessa a un evento traumatico può diventare un eterno e ossessivo presente, con effetti invalidanti. A lungo, complice la psicoanalisi, si è ipotizzato che la soluzione risiedesse nel ricordare meglio quanto ci spaventava: una volta portata in superficie, la memoria avrebbe smesso di perseguitarci, come se avessimo disattivato una bomba. E se potessimo cancellare il ricordo invece che rincorrerlo? Se fossimo in grado di rimuovere un frammento del nostro passato, un po’ come si cancella un file dal computer? … Se la cancellazione di un fallimento amoroso potrebbe suscitare perplessità tali da spingere molti a condannarla, pensiamo a un’aggressione o a una guerra. … La convinzione che sarebbe una scorciatoia moralmente discutibile potrebbe dipendere dall’impossibilità, finora, di eseguire una operazione del genere proprio come la volpe dichiarava di non volere l’uva (Chiara Lalli, La lettura, n.9)
L’indignazione di fronte a un oltraggio della dignità deve trasformarsi in un impegno effettivo se non vuole limitarsi ad essere una semplice testimonianza di rabbia (Stéphane Hessel)
La guerra è dichiarata (La guerre est déclarée) è il bel titolo di un film e una attraente dichiarazione d’intenti. Un motto da fare nostro nelle nostre vite sgualcite, spesso per situazioni esogene ma sovente provocate dalla nostra accidia.
Il film inizia con l’immagine di un bambino che si sottopone ad un importante indagine medica il cui risultato è di perfetta salute. E da qui inizia un lungo flash back che racconta la storia di Giulietta e Romeo che si incontrano ad una festa, scherzano sui loro nomi shakespeariani, si innamorano e decidono di affrontare la vita condividendo i sogni sul lavoro nel cinema. L’immagine dell’origine della vita di Courbet, ci introduce alla nascita di Adamo e alla gioia che ne consegue, fino a quando la giovane coppia scopre che il bambino di soli diciotto mesi ha un tumore al cervello. Il racconto prosegue senza concentrasi sulla malattia del piccolo ma adottando il punto di vista dei genitori. Non con la passività della tragedia ma con la volontà reattiva di chi non accetta di cedere alla disperazione. La regista Valérie Donzelli per raccontare questa sua storia personale ha deciso di esserne anche l’interprete insieme a suo figlio (guarito) Gabriel e a suo padre Jérémie Elkaim.
Chi andrà a vedere questo film alla fine si sentirà felice e sollevato perché durante tutto il film ha anche lui combattuto un po’ insieme a Giulietta e Romeo, “condividendo la loro grinta e la loro forza d’animo” e spingendoli a respingere disperazione e rassegnazione.
Insomma, dobbiamo reagire all’ingiusto, perché essere pecore passive ci uccide senza neanche meritarci il pianto degli amici.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
°°°°°
Resilienza è l’atto che compiono i naufraghi nel risalire sulle imbarcazioni rovesciate. Il termine indica anche il processo emotivo che permette alle persone che hanno subito un trauma acuto o cronico di ricostruire in senso positivo la propria vita.
Segnaliamo il libro “Valutare la resilienza” di Laudadio, Mazzocchetti, Fiz Perez, Carocci editore, € 16.50 http://www.youtube.com/watch?v=eNSR0osh0N4
Posted: 2012-06-06 07:55:59
| < Prec. | Succ. > |
|---|







