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Raffinazione: Up, no a penalizzazioni inutili

(AGI) – Roma, 7 apr. – L’industria della raffinazione italiana “non chiede soldi o incentivi ma allo stesso tempo non vuole essere penalizzata con misure che sono inutili anche per l’ambiente”. Lo ha detto il presidente dell’Unione Petrolifera, Claudio Spinaci intervenendo al workshop ‘L’innovazione di prodotto e di processo per rafforzare il ruolo strategico della raffinazione’ organizzato da Eni e Rie. “Alcune norme – ha sottolineato – hanno reso questa industria sia in Italia che in Europa insostenibile”.
Spinaci ha anche osservato che, “secondo diverse proiezioni, anche nel 2050 il petrolio rappresentera’ il 35% del fabbisogno energetico mondiale e il 25% di quello europeo mentre fino al 2040 rappresentera’ un terzo del fabbisogno energetico”. Nel 2015 “il petrolio e’ stata la prima fonte in Italia con una quota del 36% seguita dal gas con il 33%”. Notevoli le innovazioni tecnologiche intervenute in questo settore che hanno notevolmente ridotto gli impatti ambientali. “Basti pensare che le raffinerie hanno ridotto le emissioni dell’80-90% grazie agli investimenti compiuti negli ultimi 20 anni pari a circa 21 miliardi di euro”, ha rimarcato Spinaci.
Secondo il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani “nel nostro mondo stanno cambiando tante cose, la crisi e le abitudini hanno fatto si’ che l’auto non e’ piu’ l’oggetto dei desideri dei giovani come era una volta. La tendenza di oggi e’ la condivisione o il noleggio della vettura”. Parlando delle novita’ in campo tecnologico Sticchi Damiani ha osservato perplessita’ per l’auto senza conducente che “solleva il problema della responsabilita’ in caso di incidente. Forse bisognerebbe andare verso un auto con il guidatore resa piu’ sicura e che eviti al conducente di commettere degli errori”, ha concluso. (AGI)
Gin

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