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Raggi, 250 milioni extracosto per i rifiuti. Riorganizzare Ama

Roma – “Oggi si annoverano 250 milioni di euro annui di extracosti per l’esportazione della raccolta differenziata e 165 viaggi di Tir al giorno che attraversano l’Italia in spregio ad ogni eco bilancio ambientale, per arrivare alla esportazione transfrontaliera del rifiuto urbano trattato e Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti)”. Lo ha sottolineato il sindaco della Capitale, Virginia Raggi, illustrando le linee programmatiche della sua Amministrazione nell’Aula Giulio Cesare. “Roma Capitale – ha aggiunto – deve dunque procedere alla riorganizzazione di Ama sotto l’egida della Sindaca e dell’Assessorato preposto. Il servizio attuale è avulso da una logica integrata del ciclo vero e proprio e sconta una totale mancanza di programmazione anche dopo la chiusura della discarica di Malagrotta. Ama, incautamente, in questi ultimi anni non si è dotata delle infrastrutture impiantistiche necessarie, offrendo, quindi, di fatto, opportunità a gruppi privati e ad Acea di inserirsi nel settore di attività proprio di Ama. Di fatto – ha proseguito Raggi – Ama spa è stata relegata a svolgere mera attività di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico in discarica, con enormi costi di dotazione per contenitori, veicoli e mezzi.

L’implementazione verticale della raccolta differenziata, tanto auspicata quanto dovuta, pertanto, presenta impennate di percentuali avulse da un contesto industriale, e ricondotta, anche la differenziata, a mere fasi di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico presso impianti terzi a distanza di centinaia di chilometri”. Per Raggi è quindi “necessario prevedere una progressiva riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati attraverso le seguenti modalità: una raccolta differenziata; l’incentivazione della tariffazione puntuale: più ricicli meno paghi; l’efficientamento della raccolta differenziata a cinque frazioni: la raccolta differenziata sarà effettuata in modalità domiciliare (cosiddetto porta a porta) nei Municipi urbanisticamente predisposti o che abbiano un grado di efficienza discreta in relazione alla raccolta già in corso”.

“La raccolta – ha affermato Raggi – riguarderà carta, plastica e metallo, frazione organica, vetro, sfalci e potature. I Municipi non idonei effettueranno la raccolta secco e umido. Occorre poi migliorare la raccolta di alcune frazioni merceologiche dannose per l’ambiente e che creano problemi di decoro urbano (olio esausto, pile usate, ingombranti etc.); aprire centri di selezione dei materiali in grado di separare dal secco multimateriale (plastica- ferro) i materiali riciclabili che hanno, ancora, un valore economico; costruire almeno un’isola ecologica in ogni Municipio e mini isole ecologiche di quartiere per andare incontro alle esigenze dei cittadini; migliorare il riciclo dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione: nel territorio del Comune di Roma, infatti, vengono effettuati un gran numero di interventi di scavo per la realizzazione e la manutenzione delle reti. La realizzazione di tali interventi – ha puntualizzato il sindaco – determina la produzione di ingenti quantitativi di terra e rocce di scavo e altro tipo di rifiuti inerti provenienti dalle pavimentazioni rimosse o dalla demolizione di manufatti; il Comune di Roma, pertanto, subisce grave danno ambientale ed economico causato dall’abbandono di tali rifiuti. è dunque prioritario intervenire con: azioni di miglioramento della tracciabilità e dell’efficacia delle azioni di controllo da parte della Direzione Lavori in relazione allo smaltimento dei rifiuti di cantiere; GPP (Green public procurement) Acquisti verdi”.

Secondo Raggi, “occorre inoltre potenziare la capacità di trattamento dei rifiuti organici – ha proseguito Raggi – attraverso impianti di trattamento regionali e/o in aree agricole per l’utilizzo del compost a km 0, per la produzione di prodotti per il commercio solidale. Infine, nelle aree più vocate (residenziali o periferiche) è importante la diffusione del compostaggio domestico e di comunità”, ha concluso.

I numeri attuali di Ama spa sono: oltre 600 milioni di euro di debiti, di cui 200 milioni verso fornitori, oltre 35 milioni di euro annui verso il pool di banche che la sostiene; 250 milioni di costi per la esportazione di rifiuti; circa 7.500 dipendenti; una flotta di veicoli acquistati per oltre 200 milioni nel 2009 e 2010. Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, illustrando in Aula Giulio Cesare le linee programmatiche della sua Amministrazione. “L’azienda – ha aggiunto la prima cittadina – sconta, inoltre, alti costi industriali per tonnellata trattata e per tonnellata di RD (Raccolta Differenziata) conferita e ha bassi indici di efficienza nella pulizia stradale e nella manutenzione dei cassonetti su strada.

L’intero parco impianti Ama spa soffre di deficit manutentivi da tre anni. Gli unici impianti TMB (trattamento meccanico biologico) di cui dispone sono ancora in servizio ma necessitano di interventi di manutenzione straordinaria pesante dopo circa otto anni di servizio continuativo. è necessario intervenire con un programma di efficientamento – ha sottolineato Raggi – prevedendo l’adozione ed introduzione di un modello organizzativo di compliance a cui si devono attenere Dirigenti e Quadri e Funzionari aziendali, ove per compliance si intende la verifica di conformità del modello organizzativo a leggi, norme, regolamenti (esterni ed interni),contratto di servizio con Roma Capitale, carichi di lavoro, etc nella erogazione dei servizi.

Si prevede, inoltre, la pianificazione industriale comprendente: un numero adeguato di centri di selezione del multi materiale e/o centri di riciclo in modo da rendere Ama spa autonoma dal punto di vista impiantistico al fine di incrementare la qualità dei rifiuti raccolti.

I siti individuati sono stabilimento Ama Salario, Ponte Malnome, Rocca Cencia. Una migliore qualità permette di poter vendere direttamente all’asta il materiale raccolto o tramite il circuito CONAI, per portare un vantaggio economico superiore, finalizzato a far risparmiare i cittadini; la diffusione degli eco compattatori (Reverse Vending) per poter migliorare la quantità e, soprattutto, la qualità della raccolta differenziata complessiva del territorio del Comune di Roma, utili anche per la sensibilizzazione dei cittadini e per la formazione di una coscienza comune sulle buone pratiche della raccolta differenziata”, ha concluso la sindaca. (AGI) 

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