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Raggi nella bufera, dimissioni a catena

Roma – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, nella bufera. La sua decisione di revocare il mandato al capo di gabinetto, Carla Romana Raineri, in seguito al parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, innesca una crisi in Giunta: in rotta con la sindaca, si dimette l’assessore al Bilancio, Marcello Minenna. Ma non e’ tutto: nel pomeriggio anche il neo amministratore unico di Ama, Alessandro Solidoro, sbatte la porta e va via perché, spiega, senza Minenna sono “venute meno le condizioni per l’incarico” affidatogli. Poi, a cascata, lasciano anche il direttore generale di Atac, Marco Rettighieri, e l’amministratore unico dell’azienda dei trasporti romana, Armando Brandolese

Il siluramento della Raineri e’ annunciato dalla sindaca all’alba in un post su Facebook: “Trasparenza. E’ uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza”. “Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina di Carla Romana Raineri a capo di gabinetto va rivista in quanto ‘la corretta fonte normativa a cui fare riferimento e’ l’articolo 90 Tuel’ e ‘l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel e’ da ritenersi improprià. Ne prendiamo atto”. Il parere e’ stato inviato dall’Anac anche al Csm che – essendo Raineri un magistrato – aveva deciso, spaccandosi, sulla sua richiesta di aspettativa. La nomina, peraltro, aveva suscitato polemiche per lo stipendio da quasi 200.000 euro all’anno.

Capo staff e Bilancio, posti chiave subito “spine”

Sulla nomina di Carla Raineri si occuperà anche la procura di Roma dopo l’esposto, presentato oggi da Fratelli d’Italia, in cui si ipotizza il reato di abuso d’ufficio e si chiede di far luce proprio sulla congruità dei compensi. La Raineri, dal canto suo, precisa che le sue dimissioni “sono assolutamente irrevocabili e non sono legate al compenso”. 

(Il sindaco di Roma Virginia Raggi e il capo di gabinetto di Roma Capitale, Carla Raineri)

Immediate le ricadute politiche della vicenda, con il Pd all’attacco. Il presidente del partito, Matteo Orfini, dichiara: “La Giunta e’ attenta solo alle clientele, non al rinnovamento”. Secondo il senatore Dem Stefano Esposito “Roma rischia di piombare nel caos per la lotta intestina tra pentastellati. E la Capitale non può permetterselo”. Matteo Colannino sottolinea: “Restiamo basiti nell’assistere all’incapacità del Movimento 5 Stelle di mantenere una squadra di governo a Roma”. Su Twitter Fabrizio Cicchitto, parlamentare di Ncd e presidente della Commissione Esteri della Camera sferza: “La Giunta Raggi sta cadendo nel ridicolo: dilettanti allo sbaraglio”. Nessun commento dal premier Matteo Renzi: “Non metto bocca sulla questione della squadra del sindaco Raggi”. Il consigliere comunale M5S e presidente della commissione capitolina Trasporti, Enrico Stefano, minimizza: “Non e’ una crisi. Andremo avanti nel processo di ricostruzione di questa città e troveremo a breve persone altrettanto preparate e capaci”.

Nel pomeriggio, in consiglio comunale, la sindaca dopo una riunione con la giunta e vari consiglieri M5S, non fa parola della crisi. Per protesta i consiglieri Pd e Stefano Fassina lasciano l’aula Giulio Cesare, mentre restano sui banchi i rappresentanti del centrodestra. Interviene in serata il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Domani nominiamo il nuovo assessore, il nuovo capo gabinetto, i nuovi vertici delle aziende e andiamo avanti. Noi a Roma vogliamo cambiare tutto, l’abbiamo promesso e lo faremo. Tutti parlano di caos e di bufera, ma questo e’ solo l’inizio. Subiremo altri attacchi, perché ci siamo inimicati le lobby dell’acqua, dei rifiuti e delle olimpiadi. Chi pensa che governare Roma sia una cosa semplice ha sbagliato”. 

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(AGI) 

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