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Raggi: non ho ricevuto un euro. Querelo chi insinua

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Le dimissioni? Non posso dire di non averci pensato

 “Credo che le difficoltà che abbiamo affrontato in questi mesi avrebbero sfiancato un toro. Non posso dire di non averci pensato, ma abbiamo un grande progetto per Roma, che i romani hanno scelto, credo meriti rispetto”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, intervistata da Enrico Mentana,. 

L’interrogatorio fiume

Oltre otto ore di interrogatorio e mille interrogativi. A sollevarli sono i giornali, più o meno distanti dai Cinque Stelle, tutti accomunati da un’unica curiosità: cosa sapeva veramente Virginia Raggi di quella polizza assicurativa intestata a suo beneficio da Salvatore Romeo, ex capo della segreteria del sindaco di Roma. 

Che succederà adesso?

Inevitabile anche un secondo quesito: cosa succederà ora? La risposta viene dalla stessa prima cittadina che fuga ogni dubbio sul suo futuro (immediato): “Mi sento ancora nel Movimento e non penso affatto alle dimissioni”, ha detto uscendo di casa, come riferisce Repubblica. Successivamente, in Campidoglio, la Raggi ha ostentato sicurezza: “Se ho la fiducia del M5s? Direi di sì – ha detto -. Se sono pronta ad essere sfiduciata? Non è un ipotesi reale”. Poi la sindaca ha spiegato di aver sentito Beppe Grillo e a una domanda su cosa le avesse detto ha risposto scherzando: “Che ha fatto polizze per tutti”.

 

 

 

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

O spiega o lascia

A ben guardare, la Raggi sembra sempre più sola. Lo stesso Marco Travaglio, che l’ha sempre difesa, sulla prima pagina del Fatto Quotidiano scrive: “Una delle poche certezze in questo ginepraio è la guerra senza quartiere che si combatte fra i Cinque Stelle romani. Lla Raggi ritiene di poter reggere le due guerre e continuare (o cominciare) a governare? Se sì, dica come e perché. Se no, si dimetta, anche per non aver commesso il fatto”.

Silenzio assordante nel MoVimento

Se da un lato Virginia Raggi assicura di avere la fiducia di Grillo, dall’altra si registra un assordante e del tutto insolito silenzio da parte dei massimi esponenti del M5S sul web. A Partire da Grillo. Alle 14 di oggi, 3 febbraio, nessuno ha parlato, Grillo in primis. Tacciono anche gli altri  big del Movimento: né post né dichiarazioni alla stampa da parte di Luigi Di Maio o Alessandro Di Battista.

 

 

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

“Raggi come Scajola…. polizza a sua insaputa”, “giornalisti calunniatori”: web si divide 

Sul web i pareri sono contrastanti. Sulla pagina Facebook della Raggi piovono le critiche. C’è chi accusa: “polizza a sua insaputa… Siete ridicoli, dimissioni per incapacità” e c’è chi ironizza ricordando il caso di Scajola e dell’appartamento ‘a sua insaputa’ al Colosseo: “E dopo gli appartamenti comprati all’insaputa arrivano le polizze …”. O ancora: “C’è qualcuno che mi puo intestare una polizza? Ricambierò con un incarico prestigioso il tutto onestamente”. 

Chi vuole può tranquillamente farmi una #polizza . Può anche non dirmelo. Va bene lo stesso #VirginiaRaggi #Raggi #Roma

— Giuseppe Cammarata (@giuseppec78) 3 febbraio 2017

Ma sul blog di Grillo – dove non è stato pubblicato ancora nessun post sulla vicenda romana – i commenti arrivano ad un post sulle banche. E qui molti invece si schierano a fianco della Raggi e contro la stampa e quelli che vengono definiti “calunniatori”.

 

 

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

Molti usano parole di incoraggiamento per la Raggi: “Resisti Virginia, non mollare” o “Avanti Virginia e avanti M5S: non dobbiamo assolutamente riconsegnare Roma nelle mani di chi l’ha distrutta e violentata… personaggi che a tutt’oggi stanno tentando con mezzi diabolici, machiavellici di distruggere la ‘reputazione’ del Movimento stesso. Non cadiamo nei loro sporchi tranelli e avanti tutta, uniti più che mai”.

Il terrore della casta per il #m5s sfoga nei mass-media: il problema degli ultimi 6 mesi nel mondo è la #Raggi.

— Carlo (@56carlo) 3 febbraio 2017

E ancora c’è chi scrive: “Un sindaco che si fa corrompere per meno di 100 euro all’anno, detraibili ( tanto è costato a Romeo il premio annuo per una polizza di 30.000 euro) lo puoi trovare solo nella fantasia dei corrotti più disperati del globo. Credevano di avere già in tasca i miliardi delle Olimpiadi e adesso che sono andati in fumo hanno perso la testa, si stanno suicidando con bufale tipo questa polizza della risata strombazzata a 360° sulla loro cartastraccia e TV spazzatura. Porteranno il M5S non al 40 ma oltre il 50%”. 

Un gesto poco romantico. Da incassare alla morte

Salvatore Romeo aveva l’abitudine di omaggiare le signore con polizze assicurative. Non solo Virginia Raggi. La Procura di Roma, scrivono sia il Fatto che Repubblica raccontano delle altre polizze sulla vita aperte dall’ex capo della segreteria. Una era intestata ad Alessandra Bonaccorsi, consigliere VIII Municipio per la Lista Marchini, dopo un breve passaggio nel M5S. Nel caso della Bonaccorsi si tratta di un’assicurazione sulla vita accesa anni fa e che oggi non è più intestata a lei. “Non esattamente un regalo che ti aspetti da uno con cui stai” racconta la Bonaccorsi a Repubblica, soprattutto perchè si parlava di soldi – circa 10mila euro – che sarebbero andati a lei dopo la morte di Romeo.

Lo strano caso del militante beneficiario inconsapevole

Ma se il caso Raggi è bizzarro e quello Bonaccorsi poco romantico, quello di andrea Castiglione è addirittura surreale. Il gelataio di Fonte Nuova, alle porte di Roma, ha scoperto di essere beneficiario di una delle polizze, come racconta ancora Repubblica, ma di non conoscere nemmeno Romeo. L’unico legame che hanno è il movimento: Castiglione è stato fondatore del meetup M5S a Fonte Nuova. 

Politicamente morta, giudiziariamente vedremo

Sul Giornale Alessandro Sallusti è pronto a scrivere l’epitaffio – quanto meno politico – della Raggi. “Politicamente è morta, giudiziariamente vedremo. E’ stata in tutti questi mesi di intrighi e pasticci difesa da Beppe Grillo e dai maggiorenti del movimento nonostante fosse evidente a tutti il marcio che aveva prima generato e poi avvolto la sindaca fenomeno”.

L’ombra della compravendita di voti

Il Corriere della Sera apre un nuovo fronte adombrando il sospetto che la provvista di 90mila euro che Romeo aveva investito in polizze sulla vita provenisse da chi aveva deciso di puntare tutto sulla giovane avvocatessa, facendole vincere le «primarie» e portandola poi alla guida della giunta capitolina. Dunque servissero a comprare voti. E che siano soltanto una parte dei finanziamenti occulti giunti al Movimento 5 Stelle a Roma. 

Ultimo aggiornamento 3 febbraio ore 23:55

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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