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Raggi proclamata sindaco di Roma, "città in macerie"

Roma – Virginia Raggi è stata proclamata sindaco di Roma dall’Ufficio elettorale centrale. L’esponente del Movimento 5 Stelle assume quindi ufficialmente l’incarico di primo cittadino della capitale. Il magistrato responsabile dell’Ufficio elettorale centrale ha letto il verbale di proclamazione che sancisce l’elezione del sindaco Raggi con 771.617 voti. Il nuovo primo cittadino non era presente alla lettura della proclamazione, sebbene all’esterno dell’ufficio fossero state allestite delle transenne e delle piante, in attesa di un suo arrivo.

Virginia Raggi, primo sindaco donna della Capitale, si dice pronta a collaborare con il governo Renzi per il bene della città. Questo è uno dei passaggi salienti dell’intervista, la prima da sindacno, che la Raggi ha rilasciato a Euronews e che sarà trasmessa stasera alle 20.45. “Io ho sempre detto che mi sarei aspettata un rapporto leale e franco con le altre istituzioni e da parte mia c’è la massima disponibilità”, sottolinea Raggi. “Io ho dichiarato che avrei tranquillamente messo un punto su quella che è stata la campagna elettorale che è stata molto aspra soprattutto nei miei confronti da parte del Pd. Per me non è un problema. Da oggi si riparte per lavorare nell’interesse di Roma e dei romani e mi aspetto lealtà da parte delle altre istituzioni e del premier”.

Amministrare Roma è impresa improba. Ma Virginia Ragi ostenta ottimismo: è una “città in macerie”, ma la nuova Giunta invertirà la rotta, naturalmente con il tempo adeguato, assicura il neosindaco della Capitale a Euronews. “Io credo che i cittadini abbiano dichiarato con forza la volontà di impegnarsi in prima persona per voler cambiare questa città. Io non credo che questo sia un dato da sottovalutare. Noi, durante questi tre anni di opposizione, durante questi ultimi tre mesi di campagna elettorale, abbiamo sempre detto che Roma cambia se cambiano i romani. Riusciremo a fare qualunque cosa se la faremo insieme. Quindi io sono molto fiduciosa che l’esperienza sarà positiva. Ci vorrà del tempo perché non abbiamo la bacchetta magica, ci lasciano una città in macerie, veramente in macerie. Ma io sono molto fiduciosa che pian piano riusciremo a invertire la rotta di questa macchina che purtroppo sta andando a sbattere contro un muro. Noi invece dobbiamo rimetterla in carreggiata e farla camminare verso un futuro nel quale i bisogni dei cittadini saranno rimessi al centro”. 

Una delle priorità per Roma sono le periferie: la Capitale “deve iniziare da subito a ricucire le periferie al centro”, dice il nuovo sindaco. “Dove per periferie – precisa – non si intende solamente la fascia più esterna a livello geografico della città ma si intendono tutte quelle zone che sono poco al di fuori del centro e che ormai sono prive dei più importanti servizi: dal trasporto, ai servizi per il cittadino, fino a servizi come cinema o teatri. Queste periferie sono diventate dei dormitori, all’esterno di questi dormitori abbiamo dei palazzoni completamente vuoti, Quindi no, non è troppo tardi ma bisogna agire”. Ma con un bilancio simile, come si fa ad agire? “Innanzitutto bisogna recuperare gli sprechi”, risponde il sindaco.

Poi il tema delle Olimpiad. A Roma sarebbero solo “Olimpiadi del mattone”, altro che sport, ribadisce Virginia Raggi a Euronews. “La mia posizione non cambia. In questo momento non è la davvero la priorità dei romani”, spiega. “Più che Olimpiadi dello sport mi sembra siano Olimpiadi del mattone, così sono sempre state queste grandi occasioni. In tutto il mondo e non solo in Italia. I dati economici e storici ci dicono che tutte le città ospitanti si sono stra-indebitate. A Montreal addirittura rispetto al preventivo iniziale si è arrivati a uno sforamento del budget del 796%. Questi sono i conti, questi sono i dati. Io direi che Roma, con un debito di 13 miliardi di euro – sottolinea Raggi – non si può permettere di assumere su di sé un ulteriore debito per fare altre cattedrali nel deserto che poi resteranno tali. Se si vuole parlare di sport io sono favorevole, ma iniziamo a parlare degli impianti sportivi comunali. Roma ne ha oltre 160 che cadono a pezzi e nessuno si è mai premurato di ristrutturarli o di ripristinarli. Se parliamo di sport, parliamone tutti i giorni”. Non è uno gettare la spugna contro il malaffare, tiene a sottolineare il sindaco: “Questa è la scusa sostenuta dal Pd per motivare il mio no. Ma il mio no invece è molto chiaro: i romani parlano di altro. Parlano di mobilità, di decoro della città, parlano di trasparenza e di stoppare gli sprechi”. 

Dopo Parigi e Madrid un’altra donna sindaco in un’altra capitale europea. Ma secondo Raggi non si tratta di una casualità. “Si tratta piuttosto di un bel segno, un segno dei tempi che stanno cambiando. E’ un segno del fatto che le persone sono pronte a gettarsi in un’avventura nuova e mi auguro che questo sia un primo passo verso quelle politiche di genere che sono sempre viste con sfavore che invece devono tornare al centro dell’agenda pubblica”. 

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