TwitterFacebookGoogle+

Rapporto boccia Blair, guerra in Iraq fu precipitosa

Londra – Il Regno Unito invase l’Iraq in maniera precipitosa nel 2003, senza cercare di trovare “una soluzione alternativa”: e’ questa in sintesi la conclusione a cui e’ giunta la commissione messa in piedi sette anni fa dal governo britannico per fare chiarezza sulle decisioni che portarono il governo di Tony Blair a unirsi agli Stati Uniti nella guerra contro il regime di Saddam Hussein. Leggendo l’attesissimo rapporto davanti alla stampa al centro congressi Queen Elizabet II, a Westminster, Sir John Chilcot, presidente della commissione al lavoro dal 2009, ha spiegato di aver valutato se fosse “giusto e necessario” invadere l’Iraq e “se il Regno Unito avrebbe potuto essere -e dovuto essere – piu’ preparato per gli accadimenti che seguirono” (in Iraq morirono 179 soldati britannici). “Abbiamo concluso -ha detto- che il Regno Unito si unì all’invasione in Iraq prima che le opzioni pacifiche per il disarmo fossero tutte esplorate. L’opzione militare in quel momento non era l”ultima risorsa’”. Chilcot ha aggiunto che i piani per l’attacco erano completamente inadeguati, al pari della preparazione delle forze britanniche. Inoltre l’affermazione che l’invasione fosse giustificata dal possesso di armi di distruzione di massa da parte del regime di Bagdad venne fatta con “una certezza ingiustificata” e infatti quelle armi non furono mai trovate. Al governo britannico e all’Amministrazione Usa di George W. Bush, inoltre, viene rimproverato di aver agito senza il sostegno della maggioranza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, minandone l’autorità. 

Alla vigilia della guerra in Iraq nel 2003, l’ex premier britannico, Tony Blair, presento’ come certi alcuni dati di intelligence e valutazioni “fallaci” sul fatto che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa. “Non furono messi in dubbio, mentre avrebbero dovuto” – ha detto Chilcot – convinto inoltre che l’allora premier impegno’ militarmente il Regno Unito senza che fossero esplorate tutte le alternative pacifiche possibili. Non solo: l’allora premier britannico, che voleva portare il Regno Unito a invadere l’Iraq a fianco degli Usa, era stato avvertito delle rischiose conseguenze della guerra: “Era stato messo in guardia che un’azione militare avrebbe aumentato la minaccia di al-Qaeda al Regno Unito e agli interessi britannici. Era stato anche avvertito che un’invasione avrebbe potuto far finire le armi e le capacita’ militari irachene nelle mani dei terroristi”, ha detto Chilcot. (AGI)

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.