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Razza bianca e vaccini: Lega e 5 stelle di nuovo al centro della polemica

Migranti e vaccini sono i temi al centro della nuova polemica politica che coinvolge direttamente Lega e Movimento 5 Stelle. A far scoppiare la bufera è una frase del candidato leghista alla carica di governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che ai microfoni di Radio Padania ha parlato di pericolo invasione e di rischio per la “razza bianca” a seguito dei tanti arrivi. Parole che suscitano la reazione indignata bipartisan (con alcune singole eccezioni) delle altre forze politiche e la Lega finisce nel mirino. Anche i pentastellati, però, si ‘guadagnano’ la loro dose di polemiche: è il candidato premier Luigi Di Maio a finire sul banco degli imputati, ‘reo’ di aver annunciato che, una volta al governo, cancellerà la legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale.

Andiamo con ordine: il 14 gennaio, in un intervento radiofonico, Fontana ha spiegato, parlando del fenomeno dei migranti, che non si possono accettare tutti “perché vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica”. Il motivo, secondo l’ex sindaco di Varese, è semplice: “loro sono molti più di noi” e “qui è questione di essere logici, razionali. Noi non possiamo accettarli tutti perché tutti non ci stiamo” e si deve “decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere”.

Le reazioni sono durissime: “Questa è una vergogna razzista”, tuona il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato. Il segretario dem, Matteo Renzi, osserva: “Altro che farneticanti dichiarazioni sulla ‘razza bianca’: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese”. Anche Di Maio stigmatizza le parole di Fontana: “Berlusconi dice che loro sarebbero i moderati e noi gli estremisti. Ma dopo la frase detta da Fontana sulla razza bianca siamo sicuri che siano loro i moderati? Se è cosi’, io sono Ghandi”, ironizza il pentastellato.

“Un candidato presidente che si lancia in dichiarazioni cosi’ deliranti dimostra drammaticamente di non essere all’altezza della più importante regione del Paese”, afferma il numero due del Nazareno, Maurizio Martina. Il leader della Lega, Matteo Salvini, però, difende il suo candidato: “il colore della pelle non c’entra niente, c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”.

 A metà giornata Fontana corregge il tiro e parla di equivoco, qui pro quo, lapsus. Qualche imbarazzo nel centrodestra, dove si cerca di smorzare la polemica: “lo conosco da tempo, è una persona seria e moderata, non un razzista. Si è trattato di una frase infelice della quale si è già scusato”, sottolinea Maria Stella Gelmini (FI).

Ma per il Guardasigilli Andrea Orlando “le parole di Fontana non possono che preoccupare: “credo che dietro a molta della propaganda xenofoba che è stata alimentata in questi ultimi anni ci sia anche un tratto razzista”. 

Quanto ai vaccini, è Di Maio ad innescare la miccia: al governo, annuncia, “faremo una legge sulla raccomandazione dei Vaccini, noi siamo a favore della raccomandazione” e non per l’obbligo. Dunque, per Di Maio si dovrebbe tornare a “come era prima del decreto Lorenzin”. A replicare è la stessa ministra della Salute e leader di Civica popolare, Beatrice Lorenzin: “Di Maio come Salvini, sui vaccini, come su tutto il resto, il populismo parla la stessa lingua. Gli italiani sapranno valutare la serietà dei programmi e delle persone”, afferma.

Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e in odore di candidatura nelle file del Pd, scrive su Twitter: “Bravo Di Maio, abroghiamo la legge Lorenzin che sembra funzionare, non sia mai che qualcuno ci strappi il quinto posto nella classifica mondiale del morbillo”. Riunisce i due temi il senatore dem Andrea Marcucci: “C’è un’unica destra populista, che viene da un altro secolo e da un altro Paese, e che mette insieme Di Maio, Salvini, e Berlusconi. M5s e Salvini all’unisono vogliono abolire la legge sui vaccini, l’incredibile candidato leghista in Lombardia che parla di invasione e di razza bianca Il 4 marzo gli elettori devono essere consapevoli che ogni voto non dato al Pd e disperso in altre liste sarà un regalo ai populisti Salvini, Berlusconi e Di Maio, un vero pericolo per il Paese”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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