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Referendum, Alfano apre al rinvio: resta solo

Roma – Il terremoto in Centro Italia fa tremare anche la politica. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano lancia la proposta di un eventuale rinvio delle consultazioni del 4 dicembre proprio alla luce della tragedia che ha colpito il Centro Italia e della conseguente necessità di “essere uniti”. Ma il ministro resta solo. Immediata la reazione di maggioranza e opposizione, che bocciano categoricamente la proposta. “Noi non abbiamo chiesto alcun rinvio della data elettorale” del referendum “ma qualora una parte dell’opposizione fosse disponibile a valutare una ipotesi di questo genere, io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione“, dice Alfano in un’intervista a Rtl. “Anche perché ritengo – prosegue – che la cultura di Governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia che sta nel Partito Popolare Europeo e che è guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L’Aquila“.

PERCHE’ L’IPOTESI DEL RINVIO
Secondo il ministro dell’Interno

  • In un contesto come questo (il riferimento è al terremoto) diventa indispensabile recarsi sui luoghi del sisma
  • Dal punto di vista dello spirito pubblico diventa difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito.  
     

IL FRONTE (ALLARGATO) DEL NO
Sull’ipotesi di rinvio arriva un secco no di parte di maggioranza e opposizioni. Così, 

  1. fonti di Palazzo Chigi parlano “no categorico”. Ne è dimostrazione – sottolineano le stesse fonti – l’agenda di Matteo Renzi che domani sera alle 21 sarà a una manifestazione di campagna elettorale a Padova. 
     
  2. Per Forza Italia il rinvio è “sbagliato” e “sarebbe una follia“. Per il consigliere politico di FI Giovanni Toti rinviare il referendum costituzionale sarebbe sbagliato e nocivo per il paese”, scrive Toti su Facebook. Ecco perchè: “L’Italia è paralizzata da mesi da una campagna elettorale permanete voluta dal governo su queste riforme: è giunto il momento che gli elettori si esprimano”. E poi: “tre governi non eletti, referendum da rinviare, voto delle Province cancellato: ma i cittadini hanno ancora diritto di dire la loro?”. Per il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, si tratta di una “assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo, già fissato per il prossimo 4 dicembre. La posizione di Forza Italia è chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili

 

 

         3. M5S: “Non si azzardino a strumentalizzare le vittime del sisma per i loro loschi fini politici e ad usarli come scusa per rimandare una votazione che vede Renzi perdente”. L’altolà al governo viene dai parlamentari M5S della Commissione Affari Costituzionali di Camera e Senato che in una nota diffidano l’esecutivo a paventare l’ipotesi di far slittare il referendum costituzionale del 4 dicembre. “I sondaggi – attaccano i pentastellati – iniziano ad andare male per Renzi. Così il referendum prima previsto per ottobre, poi slittato a dicembre, adesso lo vogliono far slittare, addirittura, in primavera. In avanscoperta viene lanciato il democristiano Castagnetti, papa’ politico di Delrio, che lancia per primo l’idea”. Per i cinquestelle “Lo scopo è chiaro: fino a che i cittadini non si piegano al Si’ voluto da Renzi, Jp Morgan e i poteri forti, il voto democratico va rinviato. Evidentemente i sondaggi, che danno avanti il NO, fanno paura al Governo”. (AGI) 

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