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Referendum: Berlusconi "da me un no convinto"

Roma – Silvio Berlusconi annuncia la “battaglia convinta” di Forza Italia per il No al referendum costituzionale e invita il premier, Matteo Renzi, a “trarre le conseguenze” in caso di bocciatura della riforma. “Quella del No è una battaglia che ci vede impegnati con convinzione e con determinazione. Nelle prossime settimane in tutt’Italia daremo vita a una serie di manifestazioni per spiegare sempre più a fondo le ragioni del nostro impegno, che è per una riforma vera, profonda, radicale delle nostre istituzioni”, annuncia l’ex premier in un messaggio per la “Festa Azzurra” di Forza Italia in svolgimento a Corato, in provincia di Bari.

“Una riforma, quella che abbiamo in mente, molto diversa – spiega Berlusconi – da quella imposta dal Governo al Parlamento, che non cambia nulla in termini di efficienza e di risparmi, ma è pericolosa perché riduce gli spazi di democrazia a tutto vantaggio di un solo partito e di una sola persona. E’ per questo che, dopo aver tentato di collaborare al processo riformatore, ci siamo chiamati fuori quando abbiamo capito che non c’era buona fede da parte dei nostri interlocutori, non c’era una vera volontà di cambiamento, ma solo quella di assicurarsi il potere senza il consenso degli italiani”, aggiunge nel messaggio ffidato alla deputata Elvira Savino.

“Solo con una vittoria del No, che elimini questa finta riforma, ci sarà spazio per lavorare ad una riforma vera. E naturalmente il presidente del Consiglio, per sua stessa ammissione, dovrà trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica”, avverte Berlusconi. “Noi non diciamo No alla riforma per ostilità preconcetta a Renzi e al Pd, se la riforma fosse utile agli italiani la appoggeremmo anche se siamo profondamente contrari a questo governo e alle sue politiche. Però e’ innegabile che il voto del 4 dicembre sarà anche un voto sul governo e sul Presidente del Consiglio. Dunque ci sono tutte le condizioni per una svolta, sul piano istituzionale e politico”, conclude l’ex premier. (AGI) 

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