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Referendum, Boschi "chi propone No non rispetta lavoro Parlamento"

Roma – “Chi propone di votare no al referendum e buttare via due anni di lavoro in Parlamento, vuol dire che non rispetta il lavoro fatto dal Parlamento”. Lo ha detto la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, alla presentazione della rivista ‘Stradè dedicata alle ragioni del Sì per il referendum costituzionale. La ministra, infatti, ha sottolineato che in Parlamento “c’è stato un dibattito vero” e che la riforma è stata “votata democraticamente. Noi – ha sottolineato – abbiamo scelto di rispettare l’art. 138 della Costituzione e non abbiamo scelto strade alternative, gruppi ristretti o assemblee costituenti”, mettendo anche in evidenza che “i parlamentari hanno votato 120 modifiche rispetto al testo portato dal governo. Ora con i referendum – ha ricordato – questa scelta del Parlamento può essere votata dai cittadini. Siamo tutti noi a dire Sì o No al cambiamento che stiamo proponendo al Paese”.

A stretto giro è arrivata la precisazione del suo ufficio stampa. “In merito ai titoli di alcuni organi di informazione si specifica quanto segue: la frase della ministra Boschi, “non rispetta il lavoro parlamentare”, era chiaramente ed evidentemente riferita solo a coloro i quali oggi chiedono di ripartire da capo con il percorso delle riforme in Parlamento, come si evince ascoltando integralmente l’intervento della ministra. è infatti ovvio che il Parlamento ha scelto di approvare questa riforma con maggioranze ampie per ben 6 volte (l’ultima volta tre mesi fa) e in modo del tutto democratico, nel pieno rispetto dell’articolo 138 della Costituzione, della legge, dei regolamenti. Contrariamente a quanto scritto, quindi, la sua affermazione non era affatto riferita a chi legittimamente deciderà di votare No al referendum”.

“Non è la riforma ideale ma per i suoi pregi è positiva e fa fare passi avanti al Paese”, ha sottolineato la ministra. “Inoltre – ha spiegato – incide anche economicamente, può essere la base per lo sviluppo del Paese e per il miglioramento dei nostri conti. E non solo per i risparmi che oggettivamente ci sono, 500 milioni di risparmio ogni anno come dice la Ragioneria dello Stato”. “Stavolta credo che potremo riuscire a cambiare passo con il Sì al referendum. L’appello fatto dal governo è per un voto che riguarda il futuro del Paese. Non per i prossimi sei mesi ma per i prossimi trent’anni”, ha aggiunto Boschi. “A prescindere dalla simpatia o dall’antipatia che si può avere per questo governo – ha aggiunto – si tratta di un voto per la democrazia e per le prossime generazioni del nostro Paese. Mi auguro che nel 2026 non si debba ancora discutere dell’ennesimo tentativo non andato a buon fine”. (AGI) 

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