TwitterFacebookGoogle+

Referendum, confronto Renzi-Anpi

Bologna – Restano lontani Matteo Renzi e l’Anpi sul tema del referendum costituzionale. Sul palco della Festa dell’Unità di Bologna si svolge il confronto – all’insegna del fair play – tra il premier e il numero uno dell’Associazione Nazionale Partigiani, Carlo Smuraglia. I due, tuttavia, rimangono attestati sulle loro posizioni. “Ritroviamo le ragioni del dialogo. Si puo’ votare si’ oppure no ma dire che e’ in gioco la democrazia e’ una presa in giro nei confronti degli italiani”, sottolinea il presidente del Consiglio.

Referendum, Renzi contro di Maio “chieda scusa all’Italia

E aggiunge: “Mi sarebbe piaciuto sentire dall’Anpi parole piu’ chiare, le stesse che ha detto del tutto legittimamente sulla riforma costituzionale, quando la settimana scorsa uno che si chiama Grandi dalla Gazzetta di Lucca ha detto che il ‘traditore Matteo Renzi andrebbe messo al muro e fucilato’, e’ il biografo di Almirante. Non ho sentito una parola a difesa del presidente del Consiglio. Non ho sentito una parola a difesa dell’evento di Ventotene”.

Smuraglia ribadisce la sua contrarietà alla riforma costituzionale. “Il nostro statuto dice che tra gli obiettivi fondamentali dell’ Anpi c’e’ quello di difendere la Costituzione nello spirito in cui la votarono i legislatori costituenti. Quando c’e’ qualcosa che stravolge quello spirito ci sentiamo obbligati a schierarci a difesa della Costituzione”, osserva. “Secondo noi sarebbe un danno per il Paese se passasse questa riforma, non abbiamo altro obiettivo che difendere la Costituzione da quello che riteniamo un suo stravolgimento. Il governo cade quando non ha la fiducia del Parlamento non quando lo decide un’associazione”, chiosa.

Il premier ha qualche scambio vivace col pubblico, da cui arrivano alcuni fischi sul tema del lavoro. Replicando a uno spettatore che aveva interrotto il confronto, gridando “vai a casa”, Renzi replica tranchant: “C’e’ una procedura semplice: finche’ c’e’ la fiducia del Parlamento io rimango”.  E sull’occupazione puntualizza: “Se ci sono oggi 580mila posti di lavoro in piu’ dovete dire grazie a chi ci ha creduto”.

Dal palco il premier spiega anche la decisione di legare la sua esperienza di governo all’esito del referendum costituzionale. “”Io ho pensato che quella frase fosse un atto di responsabilita’. Nei mesi estivi tutto il Pd mi ha detto di cancellare questo argomento e di non parlarne piu’. Il Pd mi ha chiesto di evitare questo argomento che stava oscurando il tema del dibattito referendario istituzionale”, afferma. “Questo argomento io lo tolgo dal tavolo e continuero’ a non parlarne. Quello che penso sia giusto fare lo tengo per me”.

Infine un accenno all’Italicum. “Io penso che non si possa avere paura del ballottaggio, perche’ il ballottaggio fa votare gli elettori e quindi chi ha paura degli elettori ha paura della democrazia”. “E se c’e’ un uomo in Italia che non ha paura della democrazia e’ Giorgio Napolitano grazie al quale il Paese e’ stato salvato”, conclude.

“Confronto bello e civile con l’Anpi. Orgoglioso del dibattito che il Pd offre all’Italia. E adesso @bastaunsi per cambiare davvero!”, scrive su Twitter il presidente del Consiglio al termine del dibattito. (AGI)

(AGI)

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.