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Referendum e trattative, Camusso denuncia "condizionamenti" dal governo

di Ugo Barbàra

Roma –  Il governo sta condizionando l’esito di trattative sindacali al voto referendario. Nel corso del forum dell’Agi ‘Viva l’Italia’, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, è stata netta: “La cosa che sconvolge è che ci siamo trovati a incontri sindacali in cui ci è stato detto: abbiamo il problema di confermare i precari a dicembre però a seconda di come sarà il referendum decidiamo se avrete le risposte o no”. Alla domanda di chi avesse fatto tale affermazione, Camusso ha risposto: “Un importante dirigente del ministero del Lavoro”. 

Dall’annunciata mobilitazione per il rinnovo dei contratti scaduti, a partire da quello del pubblico impiego che aspetta dal 2010, alle valutazioni sulla legge di bilancio e le nuove modifiche alle pensioni. Sono i temi toccati dal segretario generale della Cgil, Non sono mancati riferimenti a temi ‘caldi’ come la disoccupazione giovanile e l’identità del sindacato.

Referendum:“Si continua a fare una drammatizzazione” e “dire che se vince il ‘no’ c’è il baratro è sbagliato: è una cosa che fa arrabbiare le persone”. “Gli italiani devono dire se la riforma costituzionale va bene o no: se dicono no la costituzione resta in vigore, non c’è alcun dramma”. “Renzi ha fatto tutto da solo” sul referendum, “ha messo il peso del governo su un atto che dovrebbe essere parlamentare”: “se metti la fiducia e fai tutto da solo rispondi tu cosa fai il giorno dopo”,

Rapporti tra la Cgil e il governo: “Penso che i rapporti con le istituzioni abbiano delle regole precise: ci si ascolta, non ci si scambia Sms”. “Renzi ha detto pubblicamente che i sindacati non hanno senso di esistere. Ci sono dei vizi di questo Governo che non passano”

I fallimenti: Garanzia giovani non è stata usata per dare lavoro: alla base c’è la “cultura di lavoretti, dei lavori gratuiti, di mettersi a disposizione, l’idea che i giovani non sanno niente”, “l’idea che lavori gratis per un po’ e poi l’azienda vede se servi“. “La cassa integrazione cala perché aumentano i licenziamenti collettivi e non ci sono più gli ammortizzatori per gestire la crisi”. “Le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici contenute nella legge di Bilancio sono insufficienti”.

L’articolo 18: Il nuovo Statuto dei diritti della Cgil implica una reintroduzione dell’articolo 18 sui licenziamenti? “La libertà di una persona è data dal fatto che non può essere discriminata. Se chi ti dà lavoro può discriminarti, non sei una persona libera”. “Non sono d’accordo con il presidente dell’Inps Tito Boeri”. Camusso respinge l’interpretazione fatta dal presidente Inps sull’aumento dei licenziamenti disciplinari, legata all’introduzione delle dimissioni online, procedura complicata in particolare per i lavoratori stranieri. “Non sono d’accordo con questa interpretazione: sono licenziamenti di tipologia precisa, per motivi disciplinari, e anche chi comincia la ricerca del lavoro lo fa in modo viziato, come se avesse fatto scorrettezze. E’ una tesi giustificativa”. “Su una sola cosa ha ragione il presidente dell’Inps: che il sito solo in italiano rende difficile ai lavoratori stranieri una cosa facilmente risolvibile. Aver cambiato la norma sui disciplinari ha fatto innalzare i licenziamenti”.

Le pensioni: Sono “un tema delicato per il quale il Governo ha proposto l’Ape, un provvedimento che non ci piace”

 

 

La risposta ai cambiamenti e’ nella carta dei diritti universali “La Carta dei diritti universali del lavoro della Cgil è la risposta ai cambiamenti, anche futuri dell’Italia”. “Abbiamo lottato per difendere diritti e lavoro in una stagione molto complicata”. 

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