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Referendum, faccia a faccia Boschi-Salvini

Roma – Lo scontro era nell’aria e scontro è stato. Davanti alle telecamere di Otto e mezzo Matteo Salvini e Maria Elena Boschi non hanno risparmiato colpi bassi e battute polemiche. A dare fuoco alle polveri è stato il leader della Lega che ha esordito chiedendo al ministro delle Riforme – nonostante il tema della trasmissione fosse il referendum del 4 dicembre – novità sul caso Banca Etruria. “Sono solo venti gli italiani rimborsati sulle migliaia di truffati e rovinati da banca Etruria di cui il papa’ del ministro e’ stato vicepresidente”, sottolinea Salvini La replica di Boschi è stata immediata: “Il referendum non è su mio padre ma sul futuro del Paese. E comunque mio padre sta pagando perche’ da noi la legge e’ uguale per tutti. Salvini pensi ai cittadini truffati dalla banca della Lega che non hanno avuto una lira di rimborso”. E sul tema del faccia a faccia: con il Si’ al referendum costituzionale “si decide di portare l’Italia nel futuro”, con il No “di lasciarla ancorata al passato”, afferma il ministro, “non vogliamo spaccare il Paese ma dire la verità”. Il segretario federale della Lega controbatte: “Non penso che questa riforma sia il male assoluto o che Renzi sia un dittatore, anche perché non ne ha la statura. Il mio No deriva dalla convinzione che seriamente il 5 dicembre potremo mettere mano a una riforma seria”. La riforma, ha aggiunto, “è fatta male e il referendum è una occasione imperdibile per mandare a casa Renzi e la signorina Boschi”. Salvini spera che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, scenda presto un campo per la campagna referendaria, ovviamente dalla parte del No: “Vedo che per il Si’ sono in campo imprenditori, banchieri e qualcuno delle aziende di Berlusconi”, osserva.

Quindi il segretario del Carroccio accusa l’avversaria di essere una nominata: “Salvini e’ in politica da quando io facevo le medie. Sono stata eletta 3 anni fa con il Porcellum votato dal suo partito”, gli risponde Boschi, che ha chiamato Salvini ‘giovanotto’, e quindi passa al contrattacco sulle sanzioni sulle quote latte quando al governo c’era il centrodestra (“ci costano 4,5 mld di euro”) e su un parente di Umberto Bossi collaboratore di Salvini al Parlamento europeo. “Con Salvini ci legano solo tre cose: il liceo classico che abbiamo entrambi frequentato, il Milan e il quesito del referendum, che per tutti e due va bene cosi’ com’è “, aggiungeBoschi. Alla fine i due si riappacificano. E durante un fuorionda, Salvini invita Boschi allo stadio San Siro, per vedere insieme una partita del Milan. E il ministro accetta: “volentieri”. (AGI) 

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