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Referendum non si spacchetta, ma partita giudiziaria resta aperta

di Marvin Ceccato

Roma – Esce ‘incolume’ dal Tribunale di Milano, il referendum costituzionale. Il giudice Loreta Dorigo ha respinto i due ricorsi presentati dal professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale e da un pool di avvocati: entrambi chiedevano lo ‘spacchettamento’ del quesito, per dare ai cittadini la possibilità di esprimere anche orientamenti diversi su materie eterogenee. Non così per il magistrato che li ha bocciati: il quesito referendario non viola in alcun modo la libertà dell’elettore. La partita ‘giudiziaria’ resta, tuttavia, ancora aperta e arriverà a ridosso delle urne, che si apriranno il 4 dicembre: altre toghe sono state infatti investite di istanze e da qui a breve si pronunceranno: le Sezioni unite civili della Cassazione il 15 novembre esamineranno il ricorso del Codacons, che eccepisce “eccesso di potere” in relazione alla formulazione del quesito. Il 16 novembre si terrà invece, davanti al Tar del Lazio, l’udienza su un altro ricorso proposto da Onida e su quello presentato da Fulco Lanchester e Marco Staderini per il Comitato per la libertà di voto, ancora una volta per chiedere che il quesito sia ‘spacchettato’ in più domande. Infine, il primo dicembre la Sesta sezione del Consiglio di Stato valuterà nel merito la richiesta di sospensiva cautelare della consultazione referendaria presentata dal Comitato per il No, già respinta con ordinanza del presidente della stessa sezione che non aveva ravvisato i motivi di urgenza.

Nell’attesa, è ovviamente la bocciatura a tenere banco. “I trabocchetti sono finiti, gli atti del governo sono conformi alla legge. Ora spazio solo al confronto nel merito sul quesito del referendum”, twitta il senatore Pd Andrea Marcucci.

 

Tribunale respinge ricorso di #Onida. trabocchetti sono finiti, atti governo conformi alla legge. Ora solo confronto nel merito. #bastaunsi

— Andrea Marcucci (@AndreaMarcucci) 10 novembre 2016

“Prevedibile e inevitabile”, per la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro.”Fugato ogni dubbio residuo sulla legittimità del quesito referendario”, ora finalmente liberi di votare, scrive il comitato ‘Basta un ì. Non si straccia le vesti il fronte del No, che con Renato Brunetta osserva: “Meglio che il ricorso di Onida sia stato respinto dal Tribunale di Milano, cosi’ il 4 dicembre si vota per il referendum. Anche se Onida aveva ragione: il quesito e’ ingannevole nella forma e nella sostanza”. “Sono contento che vengano respinti i ricorsi sulla forma, perché io vado alla sostanza”, dice, per parte sua, il leader della Lega, Matteo Salvini e aggiunge: “Non vedo l’ora che gli italiani votino come per Trump e sparisca via quello che ormai è passato, i poteri forti, le incrostazioni, il mondo delle banche fallite”. “Il quesito sottoposto agli elettori, pur deformato e falso, non cambiera’ la sostanza del risultato. Le elettrici e gli elettori sapranno distinguere, anche con un quesito ingannevole, che e’ giusto votare no”, sottolinea Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato per il No.

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