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Referendum, Renzi agli italiani all'estero: "Ora tocca a voi"

dall’inviato Giovanni Lamberti

Pescara – Lo scrive in una lettera agli italiani all’estero, “ora dipende da voi”; lo ripete a Pescara, “la mia parte l’ho fatta, adesso la partita è nelle vostre mani”. Matteo Renzi premette che continuerà a lavorare ma ancora una volta fa capire di essere pronto a trarre le conseguenze qualora il ddl Boschi (SCARICA IL TESTO) non dovesse avere il via libera il 4 dicembre. Per questo motivo chiama in causa gli italiani, dentro e fuori dai nostri confini: “E’ arrivato il momento di impegnarsi, di metterci la faccia”. Non è una semplice chiamata alle armi, ma la considerazione che è vero, il 4 dicembre si vota per “un’Italia più semplice“, ma il presidente del Consiglio non ci sta a restare al potere “per rimanere aggrappato alla poltrona. Io ci sto per cambiare le cose”. E allora “andate a contattare uno ad uno” i cittadini – è il suo appello -, anche perché “a marzo dobbiamo giocare una partita con l’Europa. Una partita che si può giocare solo se c’è un governo forte e stabile”. Il no a governicchi non lo ripete, ma fa un accenno al ‘mood montiano ce lo chiede l’Europa’, riporta a galla la ‘querelle’ sul fiscal compact, insomma “se dite no ritorna l’Italia di prima, ritornano quelli che abbiamo mandato a casa”.

Eppure il presidente del Consiglio rammenta anche il motivo per cui è stato nominato premier: “Erano messi maluccio, erano alla canna del gas?”. Rammenta di come Napolitano sia stato chiamato “mentre faceva gli scatoloni”, ripete più volte che “il fronte del no” non ha un’idea, una proposta ma è unito “solo dall’andare contro qualcuno”. Anche nella missiva che partirà agli italiani all’estero il premier parla di “bivio”, di una scelta tra chi vuole cambiare le cose e chi chiede che il Paese rimanga “impantanato”. La scelta, perciò, è la motivazione di Renzi, “ora sta nelle mani dei cittadini”. “Prima hanno fatto solo chiacchiere, non hanno combinato nulla. Siamo stati in grado di mettere insieme Berlusconi e Travaglio, Grillo e D’Alema”, conclude il presidente del Consiglio invitando i cittadini a dire si’ “per cambiare l’Italia“. 

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