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Referendum: Renzi, se perdo vado a casa non faccio pollo da batteria

Roma – “E’ vero, in tanti stanno cercando di non parlare del merito del referendum. Fateci caso: vanno in tv e non parlano del merito, perché sul merito sanno che la riforma non è perfetta ma è un passo in avanti nella direzione attesa da decenni. No, loro non parlano di merito. Parlano di me”. Lo scrive nella e-news il premier Matteo Renzi in merito al referendum costituzionale. “Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? Accusano me di voler personalizzare perché loro sono preoccupati che in Italia si affermi il principio sacrosanto che chi perde va a casa”, aggiunge Renzi.

Il segretario Pd si sofferma sulla necessità di arrivare a 10mila comitati per il sì. “Abbiamo chiesto un aiuto a livello economico. Dicono che noi siamo quelli delle lobby e che abbiamo in mano la comunicazione. La realtà dice un’altra cosa. E allora ogni aiuto è prezioso, anche a livello economico: sul www.bastaunsi.it è possibile contribuire con solo 5, 10, 15 euro per organizzare una campagna che sarà capillare. Abbiamo raggiunto nei primi giorni quota 35mila euro grazie a voi. Tutto trasparente, tutto alla luce del sole: in homepage potete controllare come procede la raccolta fondi”, scrive il premier. “Non sarà la riforma più bella del mondo. Ma è giusta, utile e funziona. Assicura stabilità all’Italia. Riduce il numero dei politici ma aumenta il valore della politica. Questa riforma nasce dal basso e vincerà se riusciremo ad arrivare nelle case di tutti gli italiani: perché i professionisti della politica sicuramente non gradiranno questo cambiamento.Per questo – come sto facendo da tre mesi, ben prima della Brexit – vi chiedo una mano. L’email la conoscete: matteo@governo.it e il sito è sempre www.bastaunsi.it Se buttiamo via questa occasione per anni ci terremo il sistema politico più costoso e meno efficiente dell’Occidente. Cambiare adesso è un dovere. Aspetto di leggere i vostri commenti”, conclude Renzi.

Il presidente del Consiglio lo ribadisce anche a Bruxelles: “è banale, normale, fisiologico” che “nel caso in cui dovessimo perdere questo referendum ne trarrei le conseguenze anche a livello personale”. Soltanto in Italia, ha detto, “c’è il principio che i politici che perdono rimangono lì e continuano per 50 anni a fare carriera politica: non è così nel resto del mondo”.

Ecco perché, ha aggiunto, respingendo l’accusa di personalizzare il referendum costituzionale del prossimo ottobre, “questo elemento di novità profondo che noi abbiamo inserito è stato immediatamente preso e utilizzato per personalizzare lo scontro”. Al contrario, Renzi vorrebbe “che si discutesse nel merito del referendum: se vince il sì l’Iitalia non ha più il bicameralismo paritario ma una sola camera dà la fiducia come succede nel resto d’Europa”.

Sunna e-news Renzi scrive: “Loro sono preoccupati – anche personalmente – dalla impressionante diminuzione di poltrone. Loro sono preoccupati del fatto che non ci sarà più spazio per giochi di palazzo. Chi scommette sul fallimento ha tutto da guadagnare dall’ingovernabilità e dalla palude”. Lo scrive Matteo Renzi sulla e-news, parlando di chi è per la vittoria dei No al referendum costituzionale.

“A quelli che in buona fede temono che io ‘personalizzì il referendum e mi scrivono preoccupati, voglio chiedere una mano: volete che non sia un referendum su di me? Ok. Datemi una mano. Mettetevi in gioco voi. Per evitare che personalizzino contro di me, personalizzatela voi. Spiegate a tutti i vostri amici di cosa si parla quando si parla di referendum. Raccontate la verità sul referendum. Perché la verità è fondamentale. Basta dire la verità e vinceremo questo referendum: la verità è più forte delle bugie, sempre. Fateci caso”. (AGI)

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