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Referendum, Renzi "segnali buoni, per cambiare basta un sì"

Roma – “Per cambiare basta un Si’. I segnali di queste settimane sono davvero buoni”. Cosi’ Matteo Renzi nella sue enews a proposito del referendum costituzionale. “Basta un si’ – scrive il presidente del Consiglio – nel frattempo il sito www.bastaunsi.it e’ sempre di piu’ la casa di tutti i cittadini, comitati, amici che vogliono dare una mano in vista del referendum costituzionale del prossimo autunno. In tanti mi hanno detto: “Matteo, questa non e’ la tua sfida, non personalizzarla”. Vero, questa e’ la sfida di milioni di persone – sostiene – che vogliono ridurre gli sprechi della politica, rendere piu’ semplici le istituzioni, evitare enti inutili e mantenere tutte le garanzie di pesi e contrappesi gia’ presenti nella nostra Costituzione. Un’Italia piu’ semplice e piu’ forte sara’ possibile se i cittadini lo vorranno. Dipende da ciascuno di noi, non da uno solo, dunque, ma da un popolo”. “In tanti – aggiunge – mi state scrivendo segnalando la necessita’ di spiegare nel merito la questione referendaria. Il quesito infatti non riguarda la legge elettorale o i poteri del governo, argomenti che non sono minimamente toccati dalla legge costituzionale, ma riguarda il numero dei politici, il tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, il voto di fiducia, il Senato, il quorum per il referendum che viene abbassato, l’introduzione del referendum propositivo, l’abolizione degli enti inutili come il Cnel, le competenze delle Regioni. Per vincere questo referendum – spiega ancora – basta entrare nel merito, basta leggere il quesito, basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con la classe politica piu’ numerosa e piu’ pagata dell’Occidente o se invece vogliono ridurre i costi e i posti dei parlamentari, perche’ per cambiare basta un Si’. Basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con le Regioni che fanno promozioni turistiche e missioni in autonomia o se invece vogliamo cambiare, con un progetto turismo Italia, perche’ per cambiare basta un si’. Basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con un sistema di scrittura delle leggi che fa fare a Camera e Senato esattamente la stessa cosa, il che succede solo in Italia, o se invece vogliono lasciare a una sola Camera il rapporto fiduciario con il governo, perche’ per cambiare basta un si’. I segnali di queste settimane sono davvero buoni”.

“Il comitato del Si’ – a differenza di chi dice No – ha raggiunto le firme necessarie alla presentazione in Cassazione (ne servivano mezzo milione, ne abbiamo avute quasi 600mila, circa il triplo degli altri) I nostri comitati sono tantissimi, arrivano quasi a quota tremila”, scrive ancora il presidente del Consiglio. Per la campagna a sostegno del Si’ al referendum, “abbiamo chiesto un aiuto a chi vuole darci una mano, anche a livello economico. Percorso trasparente, semplice e verificabile, alla luce del sole. Conclusione? A oggi abbiamo ricevuto piu’ di 88.100 euro, quasi tutti con piccole donazioni, da 5-10-20 euro”. “E sul sito www.bastaunsi.it ci sono sempre piu’ messaggi che provengono dai territori, di persone che spiegano perche’ – secondo loro, semplici cittadini senza incarichi politici – questa riforma e’ fondamentale per rendere l’Italia un paese piu’ solido e piu’ semplice”, ha aggiunto Renzi. “In tanti mi state scrivendo segnalando la necessita’ di spiegare nel merito la questione referendaria. Il quesito infatti non riguarda la legge elettorale o i poteri del Governo, argomenti che non sono minimamente toccati dalla legge costituzionale, ma riguarda il numero dei politici, il tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, il voto di fiducia, il Senato, il quorum per il referendum che viene abbassato, l’introduzione del referendum propositivo, l’abolizione degli enti inutili come il Cnel, le competenze delle Regioni”.

“C’e’ un’Italia che ci prova, ogni giorno. Che non si fa bloccare dalla paura. Che porta il proprio contributo perche’ il futuro sia migliore. Questa Italia e’ bella. E’ un’Italia fatta da persone che si svegliano la mattina presto e provano a cambiare qualcosa anziche’ lamentarsi soltanto. Questa Italia merita di essere ascoltata, mostrata, incontrata, amata. E io intendo continuare a farlo giorno dopo giorno, passo dopo passo. Alla fine dei conti, questo e’ il vero ruolo del capo di un governo. Lavorare perche’ il Paese vada ancora meglio, si metta in gioco, sia capace di vincere le difficolta’. Contro i disfattisti, contro chi dice sempre no, contro chi vive nella lamentazione costante”, ha aggiunto Renzi. In attesa delle vacanze – che stanno vedendo un grandissimo risultato di tante localita’ turistiche e questo e’ un segnale ottimo per la nostra economia – ho viaggiato molto in Italia per mille motivi. In Piemonte abbiamo toccato con mano la qualita’ del made in Italy sia alla Cimberio, in provincia di Novara, che all’Alessi, in provincia di Verbania. Sulle strade abbiamo inaugurato il Quadrilatero Marche – Umbria e eliminato tutti i cantieri della Salerno-Reggio che sara’ inaugurata formalmente il 22 dicembre, con buona pace di quelli che ridevano dell’Italia e adesso – forse – non ridono piu’. E ho anche visitato l’Arena a Tolentino e la Rocchetta a Gualdo Tadino, due belle aziende nel cuore dell’Italia profonda. Abbiamo firmato l’accordo con il Molise, visitando anche alcune realta’ di eccellenza come la Molisana e l’Unilever, ma anche i genitori delle piccole vittime del crollo della scuola del 2002 a San Giuliano. Momento toccante e duro, ma pieno di dolore e umanita’. Abbiamo anche firmato l’accordo con la Sardegna, mettendo la parola fine a questioni che duravano da troppi anni, grazie all’ottimo lavoro del presidente Pigliaru. Ho toccato con mano le difficolta’ – ma anche le opportunita’ – della citta’ di Taranto, tornando per la seconda volta in due anni. Non solo Ilva e i suoi problemi, ma anche il museo archeologico, i lavori del porto, la firma degli accordi con la citta’. A Firenze ho poi ricevuto la visita di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon che ha fatto due importanti annunci per il nostro Paese: l’investimento che portera’ ad assumere 1.200 persone a Rieti e il centro per l’intelligenza artificiale a Torino che avra’ in partenza solo venti ingegneri ma che in prospettiva puo’ essere interessantissimo. (AGI)

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