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'Regalo di compleanno' per Trump, il Presidente messo sotto inchiesta

Nel giorno del suo 71mo compleanno, il presidente Usa Donald Trump ha scoperto di essere indagato per possibile ostruzione alla giustizia. La notizia è stata data dal Washington Post. Il procuratore speciale Robert Mueller, che guida l’indagine sul ruolo della Russia nelle presidenziali del 2016, “indagherà’ alti dirigenti dell’intelligence nell’ambito di una indagine più ampia che ora include l’esame dell’ipotesi se Donald Trump ha tentato di ostruire la giustizia”, ha rivelato il quotidiano.

#Trump​ indagato per ostruzione della giustizia, scrive @washingtonpost. Da New York Giovanna Botteri → https://t.co/44Iae1qmr3 pic.twitter.com/uxWqjy9NaY

— Rainews (@RaiNews) 15 giugno 2017

Il Washington Post cita cinque fonti informate sui fatti, secondo le quali il capo della National Intelligence Daniel Coats, il direttore della Nsa Mike Rogers e il suo vice Richrad Ledgett, hanno concordato di essere ascoltati nei prossimi giorni da Mueller.

Per approfondire leggi “Che cos’è il Russiagate e di cosa è accusato Trump” 

I legali di Trump: “Fuga di notizie è scandalosa”

L’ipotesi del reato di ostruzione alla giustizia si è rafforzata dopo il licenziamento a sorpresa dell’allora capo dell’Fbi James Comey, che indagava sul Russiagate. Successivamente Comey, in una deposizione al Senato, ha accusato Trump di avergli chiesto di far cadere l’indagine sull’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Come riporta Repubblica, la reazione dell’avvocato privato che difende il presidente nel Russiagate, Marc Kasowitz, è irritata e, tramite un suo portavoce, ha fatto sapere che “la fuga di notizie dell’Fbi sul presidente  scandalosa, ingiustificabile e illegale”.

Lo stesso reato che costò la Casa Bianca a Nixon

L’ostruzione alla giustizia è infatti uno dei “gravi crimini” per i quali è previsto l’impeachment, come disposto dalla sezione 4 dell’articolo 2 della Costituzione ed è lo stesso reato per cui Richard Nixon si dimise evitando l’impeachment. Inoltre, scrive Il Fatto, c’è un altro “precedente negli Stati Uniti che preoccupa l’inquilino della Casa Bianca: nel 1998, Bill Clinton finì davanti al Senato con la stessa ipotesi di reato per aver mentito riguardo alla sua relazione con la stagista Monica Lewinsky”. 

Il licenziamento in tronco del direttore dell’Fbi, James Comey, da parte di Donald Trump continua a evocare lo scandalo del Watergate che nel 1974 costrinse alle dimissioni l’allora presidente americano, Richard Nixon. La stampa si è scatenata, richiamando alla memoria similitudini con il terremoto che, iniziato con la scoperta nel 1972 di un’intrusione nel quartier generale dei Democratici a Washington, portò due anni più tardi il presidente a lasciare la Casa Bianca. 

Per approfondire leggi: “Watergate e Russiagate, Nixon e Trump a confronto”

Chi è l’uomo che guida l’indagine sul Russiagate

E’ Robert Mueller, predecessore di James Comey a capo dell’Fbi, l’uomo che guida, come procuratore speciale, l’indagine sul Russiagate, ovvero sulle interferenze del Cremlino nelle elezioni americane e sulle presunte collusioni con lo staff del presidente Donald Trump, già costate il posto all’ex consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn. E’ stato scelto a maggio dal ministero di Giustizia che ha voltuto così rispondere alle pressioni bipartisan del Congresso perché a supervisionare la scottante inchiesta fosse una figura indipendente, soprattutto dopo la bufera scatenata dal licenziamento in tronco di Comey.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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