TwitterFacebookGoogle+

Regeni, scontro sui tabulati. Il Cairo "non li diamo"

Il Cairo – Tornati al Cairo i magistrati egiziani, che seguono a modo loro le indagini sul caso dell’assasinio di Claudio Regeni, hanno ribadito che non possono consegnare ai colleghi italiani i tabulati telefonici della cella della zona dove venne rapito il ricercatore italiano perche’ sarebbe “incostituzionale”.

Il procuratore capo aggiunto del Cairo, Mustafa Suleiman, ha confermato che la procura egiziana “non poteva fornire i tabulati delle telefonate di migliaia o, forse, di un milione di persone. Gli italiani ci hanno chiesto le telefonate di tutte le persone presenti nei posti dove e’ scomparso e dove e’ stato ritrovato Regeni. Si tratta di migliaia, forse un milione di telefonate”, ha spiegato Suleiman. “La parte egiziana ha rifiutato questa richiesta non per nascondere qualcosa, ma perche’ la Costituzione egiziana vieta di fornire informazioni di questo tipo. Abbiamo spiegato che, in base alla Costituzione, non abbiamo i poteri di fornire queste informazioni”, ha aggiunto il procuratore aggiunto. “Ci siamo rifiutati di compiere un atto che andava contro la Costituzione, anche se gli italiani hanno sostenuto che la cooperazione giudiziaria fosse legata alla consegna dei tabulati telefonici relativi a migliaia di persone”, ha detto Suleiman.

Dal Cairo giunge la versione egiziana, edulcorata e senza alcun riferimento all’insoddisfazione manifestata dagli inquirenti italiani, sulla cooperazione giudiziaria tra Italia e Egitto nelle indagini sull’uccisione di Giulio Regeni. Collaborazione che “va avanti in modo positivo” secondo il procuratore capo aggiunto del Cairo, Mustafa Suleiman che ha aggiunto: “L’Italia e’ tra i paesi migliori che collabora con noi sul piano giudiziario. Vogliamo proseguire in questa cooperazione”. Suleiman ha sostenuto che gli inquirenti egiziani “hanno esaudito la maggior parte delle richieste italiane riguardo alle telefonate di Regeni al Cairo” e ha aggiunto: “Siamo intenzionati ad aiutare gli italiani con tutte le informazioni di cui necessitano ” Inoltre, sempre secondo il procuratore egiziano ilrapporto sull’autopsia medico-legale egiziana “corrispondein gran parte con quello italiano”. Gli inquirenti egiziani”daranno agli italiani le registrazioni delle telefonate diRegeni con altre tre persone”, ha aggiunto. “Siamo qui in conferenza stampa per spiegare all’opinionepubblica egiziana che cosa e’ accaduto nel corso dellamissione della delegazione di investigatori egiziani a Roma- ha affermato Suleiman – Siamo ancora nella fase delleindagini e, per legge, siamo obbligati a mantenere ilriserbo sulle indagini, tuttavia abbiamo deciso di dire laverita’ su quanto accaduto durante la visita”

Gli inquirenti egiziani”seguiranno tutte le strade che portino alla verita’ sulcaso Regeni, senza titubanze”. E’ quanto ha dichiarato ilprocuratore capo aggiunto Mustafa Suleiman nel corso dellaconferenza stampa tenuta oggi al Cairo, di ritorno da Romadove ha incontrato gli inquirenti italiani che seguono ilcaso del ricercatore italiano trovato morto lo scorso 3febbraio. “Non possiamo esaudire tutte le richiesteitaliane, come quelle che vanno contro la nostraCostituzione e contro la nostra legge. La parte italiana ciha chiesto i video ricavati dalle telecamere di sorveglianzadella metro, ma noi non disponiamo di una tecnologia ingrado di farci rivedere le immagini della telecamera disorveglianza della stazione di Dokki, per questo abbiamochiesto aiuto agli italiani”, ha detto il procuratore. Nelcorso della conferenza stampa, rispondendo alle domande deigiornalisti egiziani, Suleiman ha quindi negato quantoriportato dalla stampa italiana circa la richiesta, da parteitaliana, della presenza di alti funzionari dello statoegiziano nella delegazione giunta a Roma. (AGI)

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.