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Regionali 2014: M5s Bologna nei guai per firme irregolari

Bologna – Dopo Palermo, scoppia anche a Bologna un caso M5S-firme irregolari. La procura indaga quattro persone nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nelle modalità di raccolta delle firme per le liste circoscrizionali del Movimento 5 Stelle dei candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2014.

Da dove nasce l’inchiesta

L’inchiesta era nata da un esposto presentato da  Paolo Pasquino e Stefano Adani, due ex militanti grillini del paese montano di Monzuno, paese sull’Appennino Bolognese. Si citavano episodi specifici come, ad esempio, l’evento nazionale di Roma due anni fa al Circo Massimo durante il quale, sempre secondo gli autori della denuncia, furono raccolte firme anche per le elezioni regionali emiliano-romagnole.

Gli indagati

Sono stati iscritti nel registro degli indagati un esponente locale del Movimento 5 Stelle, un attivista e due addetti alla raccolta delle firme.  Nei confronti dei quattro indagati, tra cui anche il consigliere M5S Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale di Bologna, la Procura ipotizza irregolarità nella raccolta e nella certificazione delle firme (al momento non sono contestate firme false) per la presentazione dei candidati alle elezioni regionali del novembre 2014. Sarebbe contestato di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in un luogo diverso rispetto al requisito della territorialità o in mancanza della qualità di pubblico ufficiale.  

La difesa: una vendetta che approfitta di piccoli errori

“Qualche piccolo errore in buona fede” oppure una vendetta dopo la “rabbia” per l’esclusione dalle elezioni di un consigliere regionale sfociata nell’esposto: è la lettura del capogruppo 5 Stelle in consiglio comunale a Bologna, Massimo Bugani, ‘fedelissimo’ di Beppe Grillo. Per Bugani, è possibile che dietro l’esposto ci sia “qualche giochetto” per colpire indirettamente lui stesso o Grillo. Intanto il capogruppo pentastellato in Comune non esclude una autosospensione di Marco Piazza dal Movimento: “ne parleremo con i garanti – ha detto – e so che da parte sua c’è la disponibilità anche a fare questo. Per me sarebbe dolorosissimo perche’ parliamo di una delle persone migliori in assoluto all’interno del Movimento però per lui e per noi viene prima il Movimento di qualsiasi cosa; siamo consapevoli che questa inchiesta finirà, speriamo in tempi brevi, con un nulla di fatto”. A tal proposito il consigliere 5 Stelle ha ricordato che “noi abbiamo raccolto le firme a Bologna con gli autenticatori, Stefano Negroni e Marco Piazza, sempre presenti, non si sono mai allontanati neanche per andare al bar. Sono state raccolte – ha concluso Bugani – 600 firme in più rispetto a quelle necessarie. Non c’era nessuna necessità di fare giochetti disperati o di raccogliere queste firme al Circo Massimo”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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