TwitterFacebookGoogle+

Reliquia di Wojtyla, presi i ladri. Hanno gettato la pezza insanguinata

Reliquia di Wojtyla, presi i ladri. Hanno gettato la pezza insanguinata Reliquia di Wojtyla, rilasciati i 3 giovani
“La stoffa col sangue? Buttata via”

Sotto interrogatorio hanno confessato di non averne compreso il valore. Rinvenuta la parte in ferro dell’ampolla contenente il sangue del Pontefice

ANSA
La reliquia trafugata con il sangue di Giovanni Paolo II, rubata due notti fa insieme ad una croce.

Rubano la reliquia di papa Wojtyla, scoperti confessano, «sì, ma l’abbiamo buttata». Nessun furto su commissione né altre fantasiose ipotesi sulla scomparsa della reliquia di Giovanni Paolo II dal santuario di San Pietro della Ienca, alle falde del Gran Sasso. A portarla via, nella notte tra sabato e domenica, sono stati tre giovani del posto, poco più che diciottenni, che avevano intenzione di rivendere l’oggetto sacro, ma non comprendendone il valore, hanno gettato il tessuto intriso del sangue di papa Wojtyla per conservare solo la parte metallica della teca. E agli agenti che li hanno fermati hanno confessato di non ricordare dove avessero abbandonato la preziosa refurtiva, pur fornendo informazioni utili a circoscrivere le ricerche. Sono stati quindi rimessi in libertà. A loro carico solo una denuncia per furto.

I tre sono stati individuati dagli agenti della squadra mobile della Questura aquilana, diretti da Maurilio Grasso. I poliziotti hanno trovato la parte in ferro della teca nei pressi della basilica di Collemaggio, poco lontano dal Sert. E insieme c’era anche una croce rubata dallo stesso santuario. Il pm titolare dell’inchiesta, David Mancini, ha interrogato i tre. Due di loro hanno precedenti per reati contro il patrimonio; tutti hanno problemi con la droga.

La reliquia è un brandello della tonaca che il Pontefice indossava quando rimase vittima dell’attentato in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. Il Papa polacco, che sarà proclamato Santo il prossimo 27 aprile, era molto affezionato a questa parte di montagna abruzzese che spesso raggiungeva per passeggiare, meditare e sciare.

Nessuna novità è emersa dalla perquisizione nelle abitazioni dei giovani. I tre non sono in grado di indicare con precisione il punto dove hanno abbandonato la reliquia, dopo avere spaccato il vetro della teca, ma hanno riferito che il luogo è l’area circostante il progetto Case della frazione aquilana di Tempera. Qui le ricerche, sospese in serata, riprenderanno domattina con il supporto dei poliziotti della Scientifica che utilizzeranno strumenti sofisticati in grado di rilevare tessuti umani. E sempre domani, all’Aquila, conferenza stampa in Questura, alle 11.00: il Pm Mancini, insieme ai Carabinieri che hanno condotto le indagini dall’inizio, ricostruirà le fasi dell’operazione.

Intanto il questore dell’Aquila, Vittorio Rizzi, si è complimentato con gli investigatori. «Una risposta così immediata a un furto che ha offeso le coscienze dei cittadini aquilani è stata possibile grazie al serrato lavoro della Magistratura e degli investigatori di Polizia e Carabinieri».
L’esito delle indagini conferma che sin dall’inizio i Carabinieri, coordinati dal comandante provinciale Savino Guarino, avevano imboccato la pista giusta. Pur non tralasciando alcuna ipotesi, avevano infatti ritenuto probabile l’azione di una banda locale di balordi ignari del reale valore dell’oggetto sacro.

www.lastampa.it/2014/01/30/italia/c…X2I/pagina.html

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.