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Renzi a conferenza fine anno tra Jobs act, Europa e Quirinale

(AGI) – Roma, 29 dic. – La parola del 2015 e’ ritmo e l’Italia ce la fara’. Sara’ un anno decisivo e non bisogna sprecare tempo. Con grinta il premier “coach”, Matteo Renzi, guarda al futuro del Paese e ribadisce: si andra’ al voto nel 2018, perche’, spiega, “a me conviene sempre andare alle elezioni, ma all’Italia no”.

Nella conferenza stampa di fine anno il premier risponde alle domande dei giornalisti: concentrato sulle operazioni di salvataggio del traghetto italiano andato a fuoco, annuncia che le vittime “sono salite a 5”, esclude l’effetto contagio dalla Grecia all’Italia; difende le riforme e la legittimazione di Silvio Berlusconi di “stare al tavolo”, perche’ e’ stato votato da milioni di persone e Forza Italia senza lui non esiste; sulla riforma del lavoro dice che “siamo al derby ideologico costante” e specifica: “ho chiesto di togliere il riferimento al pubblico impiego dal Jobs Act.

Su questo sono pronto al confronto in Parlamento”; quindi conferma gli obiettivi del Governo per la spending review, si rifiuta di giocare al totonomine sul Quirinale; spiega che “i gufi sono coloro che parlano male dell’Italia” e non del Governo, e sulla corruzione e’ fermo: “gli sconti si fanno al supermercato e non ai corrotti”.

“Mi sento un po’ come Al Pacino in ‘Ogni maledetta domenica’, dove il coach dice ai suoi che ce la possono fare. Noi stiamo dicendo agli italiani che l’Italia ce la puo’ fare, che la squadra ce la puo’ fare, ogni centimetro e’ importante”, osserva il presidente del Consiglio che torna sul tema Europa: “Il partito degli euroscettici crescera’ se non cambiamo l’Europa e si prendera’ Paesi dalla grande, grande tradizione europea”.

Sul Quirinale, Renzi replica subito: “io non gioco all’indovina chi”. E ancora: “quando arrivera’ il momento saremo nelle condizioni di esprimere un nome attorno al quale si coaguli la maggioranza prevista dalla costituzione e l’affetto di tutti gli italiani”, ma sia chiaro che non e’ “non e’ un voto di fiducia sulla maggioranza”.

Immediate le repliche delle opposizioni alle parole del premier: come un pifferaio magico vende fumo per cambiamento, tuonano i gruppi M5S di Camera e Senato. “Lasciamolo parlare poverino, mi ricorda Mario Monti. Noi prepariamo il dopo-Renzi, l’Italia merita di meglio”, scrive su facebook il leader della Lega Matteo Salvini. E il capogruppo FI al Senato, Paolo Romani commenta: “e’ forte il disincanto e l’amarezza ascoltando il discorso del premier Renzi per un esecutivo che non riesce a mantenere le sue promesse in termini di crescita economica e benessere dei cittadini. (AGI)

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