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Renzi al Pd, al referendum in gioco credibilità politici

Roma – Il referendum è cruciale “non per i destini di qualcuno ma per il futuro della credibilità della classe politica italiana”: è l’avvertimento lanciato dal  premier, Matteo Renzi, alla direzione del Pd. “C’è fuori un mondo che chiede al Pd se ha le idee chiare, quella che si apre è una stagione difficile e affascinante nella quale scommetto sul fatto che il Pd possa essere protagonista e non comparsa”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.  Per Renzi “c’è bisogno di una stabilita’ nazionale”, che “non e’ immobilismo”, “serve un riformismo con l’anima”. “Nel tempo della demagogia si parli il linguaggio della chiarezza”, ha insistito il premier, “c’e’ spazio per mettere il nostro Paese in un sistema piu’ semplice ed efficace. Abbiamo cercato la massima convergenza. Noi non stiamo partendo da zero. Sono trent’anni di dibattito”. “Io non credo alla discussione sulla personalizzazione”, ha insistito renzi, “ormai e’ un refrain. C’e’ qualcuno tra di voi che questa legislatura non sia nato in questo modo?”, si chiede Renzi, “c’è qualcuno che pensa che se vincessero i no non ci sarebbe una presa d’atto?”.

Poco prima della direzione, dalla minoranza Pd Pier Luigi Bersani aveva invitato Renzi a cambiare organizzazione e atteggiamento. “Fallo come preferisci, ma impegnati se no vai contro un muro”. Per Bersani «una strada c’è, e passa dal collettivo: il leader la deve interpretare, ma deve avere orecchie sul territorio”.  (AGI) 

 

 
 
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