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Renzi alla direzione Pd, " non tremo su numeri. Basta strategia Conte Ugolino"

Roma – La prima sfida è sui numeri. La minoranza dem e alcuni centristi minacciano di non votare la fiducia? “Io non tremo, ci metto la faccia. Non ho paura”, è la risposta di Renzi in direzione Pd. Qualcuno gli consiglia di evitare strappi al Senato prima del referendum, ma non è escluso – riferiscono fonti parlamentari – che non si arrivi a mettere la fiducia su altri provvedimenti, a partire da quello sulla Giustizia che comprende anche il tema prescrizione. Un gruppo di senatori Ncd continua a restare sulle barricate. Oggi Sacconi ha inviato una lettera per chiedere di aprire un confronto con Berlusconi, ma Alfano e Casini intendono blindare la maggioranza e puntano sul referendum. Solo dopo si aprirà una discussione sulla legge elettorale e anche sul nuovo partito che si aprirà alla societa’ civile, è l’opinione di entrambi che domani sera verrà ribadita all’incontro dei senatori Ap. Perche’ il piano dei malpancisti di Ncd prevede un nuovo segnale al Pd prima dell’estate in Parlamento e di creare una federazione di centro con FI (anche in ottica delle elezioni in Sicilia).

Ma la vera battaglia che attende Renzi si gioca nel Pd. Oggi Bersani durante la direzione ha occupato con i suoi le ultime file, con D’Alema che si è limitato ad ascoltare chi ha preferito parlare. “Scene di separati in casa”, sottolineano fonti dem. Del resto il segretario è andato giù duro con i dissidenti. Certo, fanno notare altre fonti, non ha citato la legge elettorale, non chiudendo in qualche modo agli inviti arrivati soprattutto da Franceschini ad una riflessione, ma sul referendum, sulle “vere ragioni” dei malpancisti del partito, sulle critiche allo storytelling che prevede “un gruppo ristretto di potere a palazzo Chigi”, è stato categorico. Respingendo la rappresentazione di “una politica di plastica”, spiegando di non avere alcun timore sull’appuntamento referendario e soprattutto affrontando a viso aperto chi ha intenzione di logorarlo. “Chi vuole utilizzare la strategia ‘Conte Ugolino’ non funziona. E se volete i caminetti, prendete un altro segretario perché con me si aprono le finestre”. Ed ancora: “La stagione in cui qualcuno, dall’alto della sua intelligenza, vera o presunta che fosse, si diverte ad abbattere i leader è finita”.

“Io – ha replicato Renzi a Cuperlo – sono fuori da Talent. Basta racconti su giglio magico, noi restituiamo speranza a Italia, tutto il resto non conta”. Renzi ha bacchettato perfino i suoi che a suo dire fanno trapelare che il segretario ha perso il tocco magico. Si è rivolto ai renziani della prima ora e anche a quelli last minute: “Renziani è una espressione che considero una malattia. Chi e’ sceso dal carro difficile che possa risalire… Finche’ sono segretario dico no alle correnti“. E’ una sfida aperta perche’ in tv ormai c’e’ “una macumba quotidiana” contro il Pd.

“Il partito non e’ mio. Io sono la dimostrazione che è scalabile”. “Credo – taglia corto Renzi – che ci sia bisogno di una grande chiarezza tra noi, se volete che io lasci non avete che da chiedere un Congresso e possibilmente vincerlo”.

Si prevedono nuove puntate del muro contro muro. “Renzi aumenta le preoccupazioni”, dice Speranza che presenta un documento per dare cittadinanza nel Pd a chi vuole votare no. Ottiene solo otto voti, “non ci possono essere spazi per ambiguità”, chiude Guerini. “Renzi è tornato combattivo”, è il laconico commento di alcuni fedelissimi del premier. (AGI) 

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