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Renzi all'Onu "Italia raccoglie sfida Obama e sceglie coraggio'" 

New York – “L’Italia raccoglie la sfida del presidente Barack Obama”, di scegliere il coraggio e non la paura, di stare della parte della democrazia, di fare della politica un’attivita’ nobile e concreta: “questa e’ la sua grande ‘legacy’ (eredità) non solo per gli Stati Uniti ma per tutti”. Cosi’ il premier Matteo Renzi che ha chiuso, con il suo intervento, il dibattito della 71esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’ultima di Obama come presidente.

Renzi ha annunciato che il G7 del prossimo anno a Taormina metterà al centro i temi dell’aumento dei finanziamenti per la cooperazione allo sviluppo, e gli investimenti sull’educazione, perché il terrorismo proviene anche dalle periferie abbandonate dalle città. “La nostra proposta”, ha ricordato Renzi, è che “per ogni euro investito in sicurezza, un euro deve essere investito in cultura”. Il presidente del Consiglio ha ricordato “i gesti concreti degli italiani, che ogni giorno salvano le vite umane altrimenti condannate alla disperazione” e ha lamentato che Ue e comunità internazionale stanno trascurando l’emergenza dei migranti. “Nel Mediterraneo, Mare nostrum, migliaia di persone scappano. Dovremo farci carico sempre più di quell’area del mondo. Ci sono passi avanti in Libia, ma ancora tanto c’è da fare. Nel Mediterraneo si gioca la sfida della libertà, ma troppo poco è stato fatto dall’Unione europea in quell’area”, ha denunciato Renzi.

Il prossimo anno, oltre al G7, i punti centrali dell’impegno globale dell’Italia saranno due: il vertice di marzo per ricordare l’anniversario della creazione del nucleo originario della Ue, e la presenza nel massimo organismo del Palazzo di Vetro: “La sfida del Consiglio di sicurezza, dell’Europa e del G7 hanno la stessa matrice: abbiamo il dovere, come italiani, di portare la nostra voce e il nostro contributo alle Nazioni Unite, nella scelta di valori antichi declinati in modo nuovo. Il nostro popolo continua a lavorare con gli uomini che servono la pace, attraverso un’uniforme in Afghanistan, Somalia, Iraq, proteggendo la diga di Mosul e nell’area dei Balcani”.

Il titolare di Palazzo Chigi ha osservato come Obama, nel tracciare il bilancio dei suoi 8 anni alla Casa Bianca, abbia descritto un mondo profondamente diviso “tra paura e coraggio, tra rabbia e opportunita’. Si affacciano minacce inedite e difficolta’ che fino a qualche tempo fa sembravano molto lontane”, come il terrorismo, ha osservato il premier, che non prende piu’ di mira solo obiettivi convenzionali ma anche la dimensione quotidiana: ristoranti, musei, spiagge. “Questi rischi concorrono a fare del futuro un momento di preoccupazione piu’ che di speranza…ma noi possiamo scegliere la strada della speranza”, ha esortato Renzi, proponendo l’immagine “provocatoria” di Enea.

“E’ l’uomo del viaggio…che porta sulle spalle il padre malato, segno di una generazione che non ha paura di assumersi le proprie responsabilita’…e assicura al figlio Ascanio la possibilita’ di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma. Il mito della fondazione porta con se’ il senso della pietas: senza pietas non c’e’ il senso profondo dell’identita’ culturale che rende una comunita’ degna di essere chiamata comunita’”. Ecco come l’Italia “partecipera’ alle sfide del 2017”, dall’Europa al Consiglio di Sicurezza, “portando la nostra voce e il nostro contributo alle Nazioni Unite – ha affermato – attraverso i valori che hanno fatto grande la storia…valori antichi declinati in modo nuovo”. Bisogna lavorare per costruire un mondo “basato sulla speranza e non sul risentimento”, ha insistito. “Il nostro popolo continua a lavorare con gli uomini che servono la pace attraverso un’uniforme in Afghanistan, Somalia, Iraq, proteggendo la diga di Mosul e nell’area dei Balcani. Sono protagonisti della sicurezza ma hanno l’elemento in piu’ della cultura”, ha concluso il premier, ricordando i gesti concreti degli italiani “che ogni giorno salvano vite umane altrimenti condannate alla disperazione”. (AGI) 

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