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Renzi chiude Leopolda, restituiamo a Italia ciò che merita

Firenze – E’ il Matteo Renzi ‘rottamatore’ quello che ha chiuso i lavori della Leopolda a Firenze. “Noi stiamo restituendo all’Italia ciò che l’Italia merita, ma per farlo abbiamo dovuto cambiare un gruppo dirigente che ci aveva messo in quella condizione”, ha detto infiammando la platea, “non sempre la brevità, la sintesi, funziona nella vita politica. Mi piacerebbe stare qui a discutere, perché davvero il Jobs Act ha portato a 656mila persone che possono avere un futuro, accedere ad un mutuo. Ma non basta, sono io il primo a dirlo”.

PREZIOSI, RENZI NOVELLO BRUNELLESCHI
Matteo Renzi come Filippo Brunelleschi
: un augurio, quello di Alessandro Preziosi, attore che è salito sul palco della Leopolda per raccontare la sua esperienza nei panni dell’architetto toscano nella serie tv ‘I Medici’: “Interpretando Filippo Brunelleschi mi sono dovuto immaginare le difficoltà del genio toscano. I dubbi nascevano proprio dagli operai che li dovevano costruire, appartenenti ai mastri di pietra e legnai. Proprio di scetticismo vorrei parlare, il mio ruolo è calarmi nei panni degli altri. E questo è quello che siamo chiamati a fare, quasi ogni giorno: far nostre idee che possono diventare una visione comune”. Ha sottolineato l’attore: “E Brunelleschi è chiamato a creare una visione comune attraverso la sua visione. Doveva convincere tutti coloro che si opponevano alla costruzione della cupola. La grande genialità della cattedrale è che quella cupola può essere vista da ogni angolo della città di Firenze. Brunelleschi ha progettato un bene comune. Un uomo che ha combattuto contro tutto e tutti ha creato uno spazio che poteva essere goduto contemporaneamente da tutti”. Si chiede, quindi, Preziosi: “Quanti Brunelleschi ha avuto il nostro Paese? Penso a Enzo Ferrari, che decide di competere contro la motoristica tedesca. Penso a Valletta che ha riportato la Fiat grande nel mondo. Ma Enrico Mattei e’ quello che mi ha più colpito come Brunelleschi: chiamato all’Agip l’ha fatta diventare una realtà grande nel mondo”. Di qui l’augurio al presidente del Consiglio: “Auguro al presidente Renzi di ascoltare sempre gli altri per rafforzare le proprie convinzioni e indicare una direzione comune”.  

FARINETTI, UMILTA’ E FIDUCIA O DIVENTIAMO ANTIPATICI
“Dobbiamo ritornare a essere simpatici. A volte ho l’impressione che siamo diventati antipatici”, ha detto poi Oscar Farinetti, patron di Eataly, dal palco. “Dobbiamo tirare fuori i sentimenti veri: prima la paura”, ha aggiunto Farinetti: “Mio padre mi ha insegnato che la paura è alla base del coraggio. Io ho una fifa nera di perdere. Ho paura quando sento certi toni e certi modi di parlare. Non dobbiamo vergognarci di dire che ci fanno paura. L’altro sentimento e’ la fiducia: chiediamo umilmente la fiducia. Chiediamo fiducia e diamo fiducia, perché è il motore che fa girare tutto. Se manca l’elemento della fiducia crolla tutto”, ha concluso.

OCCHIPINTI, FORTI COME JEEG ROBOT
“Più forti insieme, per rendere il cinema italiano di nuovo grande”: Andrea Occhipinti, attore e fondatore della casa di distribuzione Lucky Red, mette insieme gli slogan dei due candidati americani, Hillary Clinton e Donald Trump, per invitare il popolo della Leopolda, ma non solo, a sostenere le ragioni del Sì al referendum. Occhipinti ha poi ricordato la legge sul cinema e l’audiovisivo appena licenziata dal Parlamento. Un provvedimento “importante” anche per sostenere un’industria che rappresenta una eccellenza italiana nel mondo: “Dal film di Paolo Virzì, ‘La Pazza Gioia’, a Fuocoammare, che ha vinto il festival di Berlino e rappresentera” l’Italia agli Oscar. Passando per ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’: l’America si è  innamorata di questo supereroe di Tor Bella Monaca”, ha elencato Occhipinti. 

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(AGI)

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