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Renzi: da consultazioni emerge richiesta di figura politica

(AGI) – Roma, 28 gen. – Bisogna individuare una storia credibile da portare in discussione, con la consapevolezza che non si puo’ sbagliare il colpo, stavolta. E bisogna chiudere entro il week end per non cadere nella vituperata palude. La partita per il Quirinale entra nel vivo e Matteo Renzi ne ripercorre i capisaldi di buon mattino, prima con i deputati e poi con i senatori Pd, in una giornata intessuta di contatti e colloqui, piu’ o meno ufficiali. Su tutti, quello a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, che ieri aveva dato forfait mandando i soli capigruppo al programmato colloquio al Nazareno. Ma nella sede del governo e’ andato anche Pier Luigi Bersani. “Abbiamo cominciato a ragionare, abbiamo ragionato bene”, dira’ poi ai cronisti l’ex segretario Pd, che fornisce un’altra indicazione utile, tra tanti ‘non detti’ che riempiono queste ore: “La strada e’ ancora lunga, ci sono ancora alcuni giorni”. E “certo che abbiamo parlato di nomi”, conferma a chi domanda se sia passati dai principi al merito delle candidature. Il punto nave? Sergio Mattarella e’ il nome su cui si sta ragionando, in queste ore, tra Palazzo Chigi, il Pd e i palazzi della politica. Tra i tanti nomi che circolano, sarebbe questo, a quanto si apprende, quello che starebbe raccogliendo la maggiore condivisione nel Pd e che avrebbe raccolto il si’ della minoranza Dem. Pesa pero’ il no di Forza Italia, un no che Matteo Renzi potrebbe provare a trasformare quantomeno in un ‘nihil obstat’ nell’incontro a Palazzo Chigi. Stavolta, per dirlo con le parole di Renzi alle platee degli eletti Dem, non ci sara’ una terna di nomi mentre e’ ormai acquisito che dalla tornata di ‘consultazioni’ di ieri “esce forte la richiesta di una figura politica”. Sostenuta da chi? “E’ un bene eleggerlo con Forza Italia” ma “noi non mettiamo veti e non accettiamo veti”, scandisce Renzi considerato che il partito di Berlusconi chiede “qualcuno che non abbia una storia militante nel Pd”. Vero e’ anche, ragiona, che FI “ha sempre aiutato a esprimere un presidente dal 2006”. Dunque, da “contraente del patto del Nazareno” Renzi rivendica al Pd autonomia di scelta insieme a stima e rispetto per chi non vota con noi, e dunque se Forza Italia ‘ci sta dentro’ e’ un valore, non un disvalore. E allora, anche se i giornali ne danno uno ‘certo’ al giorno, il nome ancora non c’e’ perche’ abbiamo deciso di trovarlo insieme. E qui si torna alla fittissima agenda di Renzi: Alfano prima delle assemblee Dem, poi Bersani a Palazzo Chigi, dove a vario titolo oggi si fanno vedere anche Casini e Vendola. Poi Berlusconi all’ora di pranzo. I nomi li fanno anche i 5 Stelle. Dieci, per la precisione, che formeranno la ‘rosa’ da sottoporre al vaglio delle ‘Quirinarie’ on line. La lista di candidati arriva dall’assemblea dei parlamentari M5S: consensi e dissensi per Prodi, fortissimi i magistrati, da Imposimato a Cantone ai pm Antimafia a Cantone, e poi anche Benigni e Magalli, certo. Con una linea guida, che Colletti sintetizza liquidando ogni candidato Pd come “gentaglia”. (AGI)
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