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Renzi, giù ancora le tasse sul lavoro

Roma – Dal canone Rai al mondo del lavoro, la ricetta di Matteo Renzi è una sola: abbassare le tasse. “Dobbiamo ridurre le tasse, non toccheremo i bonus. Non si toccano gli 80 euro. Abbasseremo anche il canone della Rai per il prossimo anno, l’unica cosa che si puo’ fare per dare forza a questo paese e’ quello di abbassare le tasse” spiega il premier intervistato da Rtl. “Continueremo a farlo nella legge di stabilita‘”. Ma soprattutto tasse giù nel lavoro, continua il premier commentando il calo degli occupati certificato dall’Istat. “Abbasseremo i costi del lavoro, abbasseremo le tasse. Porteremo l’Ires al 24 per cento per le societa’ di capitale, ma porteremo anche al 24% l’Iri, la societa’ per le persone e sui lavoratori autonomi faremo un intervento per dare certezza ai giovani lavoratori autonomi e piano piano abbasseremo i costi del lavoro in maniera strutturale”, afferma il presidente del Consiglio.

Sisma e ricostruzione – Collaborazione e unità nella fase post-terremotoe soprattutto sul progetto Casa Italia: questo quello che chiede il premier Matteo Renzi. “La vera questione e’ il tema della prevenzione. Vorrei chiedere un impegno a tutti: dobbiamo diventare piu’ bravi con la prevenzione”. Matteo Renzi, intervistato da Rtl torna a chiedere unita’ sul post terremoto e sulla necessita’ di lavorare per mettere in sicurezza gli edifici. “Occorre fare miglioramenti anti-sismici. Percio’ vorrei coinvolgere tutte le forze politiche su questo progetto ‘Casa Italia’, possiamo metterci tutti insieme e remare nella stessa direzione”, afferma il premier. “Dobbiamo dire come spendiamo i soldi e voglio mettere i migliori a gestire il progetto ‘Casa Italia’. Litighiamo sulle riforme, su tutto, ma su questo progetto per tenere in ordine il nostro futuro possiamo fare un grande patto nazionale?”, si chiede Renzi. “Spero che le forze politiche accolgano questo appello. Di sicuro lo accoglieranno i cittadini”, aggiunge il premier sottolineando che “sul progetto Casa Italia ci giochiamo molto”. 

Poi la nomina di Vasco Errani come commissario per la ricostruzione: “Errani di fronte al terremoto in Emilia Romagna e’ uno che si e’ tirato su le maniche e ha tenuto botta, come dicono in quella regione”. “L’esperienza e’ fondamentale e quindi per questo motivo e’ stato nominato commissario per la ricostruzione. Errani ha lavorato molto bene”, aggiunge il premier.

“Sui lavori per la ricostruzione noi i soldi ce li prendiamo, l’ho ribadito anche ieri. Sulla tutela della scuola dei miei figli non guardo in faccia a nessuno” afferma Matteo Renzi a Rtl. “Non sprecheremo i soldi del contribuente, nessun intervento a capocchia percio’ cercheremo i migliori”, aggiunge il premier. 

Il Pil – “Il Pil è cresciuto poco secondo le mie aspettative ma i numeri sono dalla nostra parte”, sottolinea il premier, “bisogna creare un clima di fiducia nel Paese. Dobbiamo intervenire e fare meglio e scrollarci la polvere da dosso”. “Il problema dell’Italia non e’ lo zero virgola, ma se il Paese torna a investire nel futuro. A me interessa che l’Italia riparta” ha detto il premier che tuttavia, pensa “che ci sara’ un segno positivo”, ma – spiega Renzi – “non e’ lo zero virgola che fa la differenza, il punto e’ che l’Italia sta riducendo deficit, la Spagna fa il 5 per cento di deficit e se facessimo cosi’ avremmo 50 mld di euro in piu’ da spendere. Io lavoro per il futuro per far tornare la voglia di investire”.

Campagna Fertility Day – “Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perche’ vede un cartellone pubblicitario” ha commentato Matteo Renzi con riferimento alla campagna sulla fertilità del ministro Lorenzin. “Non sapevo niente di questa campagna – dice il premier -, non l’ho neanche vista. Se vuoi creare una societa’ che scommetta sul futuro e torni a fare figli devi intervenire sulle cose strutturali. La questione demografica esiste, ma la vera questione e’ un ragionamento complessivo”, spiega il presidente del Consiglio. “Le persone fanno figli se possono finalmente avere un lavoro a tempo indeterminato, investire su un mutuo, avere l’asilo nido sotto casa. Questa e’ la vera campagna. Abbiamo fatto anche interventi fiscali, ma servono le condizioni strutturali. Litigare su una campagna di comunicazione, non credo sia un tema”, sottolinea il premier. 

Referendum – Dimissioni in caso di fallimento del referendum? “Questo referendum e’ sul futuro del Paese e allora smetto di parlare del mio futuro. Chi mi conosce sa nel caso cosa faro’ ma di me non parlo piu'” commenta Matteo Renzi. (AGI)

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