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Renzi, in primi mille giorni messo a posto passato

Napoli – “Nei primi mille giorni di governo ci siamo preoccupati di mettere a posto il passato”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo all’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno, ripercorre lo scenario che ha portato alla sua elezione due anni e mezzo fa. “C’era stallo, c’era la palude – ricorda – il Parlamento non riusciva a eleggere il presidente della Repubblica, i parlamentari in sciopero della fame e non si parlava della riforma del lavoro”. “Questo era lo scenario – dice – e il nostro primo compito è stato rimettere a posto il passato”.

Il referendum, aggiunge il presidente del Consiglio, “farà chiarezza” e consentirà di delineare il futuro del Paese. “Qual è lo spartiacque per iniziare a definire il futuro? – domanda alla platea dell’Assemblea sul Sud – io interpreto il passaggio del 4 dicembre come occasione in cui si fa chiarezza. Perché è evidente che tu dai un segno che la politica chiude la porta a chiave alla burocrazia e semplifica”. Se non vince il Sì, “rimaniamo come adesso”. Il 4 dicembre, rimarca Renzi, ” si definisce un sistema più semplice”.

“Qual è lo spartiacque per cominciare a definire finalmente il futuro? Qualcuno potrà dire un nuovo passaggio elettorale, qualcuno potrà dire nuovi sviluppi istituzionali o politici. Io interpreto il passaggio del referendum del 4 dicembre come l’occasione in cui si fa chiarezza perché tutto il disegno della pubblica amministrazione passerà di lì molto più che dai decreti della legge 124 Madia. Perche è evidente che se dai il segno che la politica chiude a chiave la porta della burocrazia e semplifica in tanto i propri sistemi organizzativi, poi potrai disegnare un modello nel quale il Senato farà alcune cose ma soprattutto gli enti territoriale avranno rapporti diversi e i dirigenti i tecnici saranno chiamati a risponderne in modo diverso”.

“Se questa cosa non c’è semplicemente rimaniamo come adesso”, ribadisce Renzi. “La semplificazione del 4 dicembre non è soltanto il taglio delle poltrone che è innegabile – continua – non a caso pur di non parlare del quesito referendario, ogni giorno se ne inventano una, oggi la lettera degli italiani all’esteroA  che in passato avevano fatto sia Bersani sia Berlusconi , ieri la polemica interna al partito domani non so”. Per chi vota “c’è un quesito chiaro: vuoi eliminare il bicameralismo paritario, vuoi ridurre i costi, eliminare il Cnel e semplificare le regole del gioco? Il punto è che se il 4 dicembre si definisce un sistema istituzionale piu semplice, puoi aprire un discorso diverso, anche sul Mezzogiorno, come fatto con i patti del Sud che ci siamo attribuiti responsabilità recicproche”.

Il sud del Paese è destinato a ricevere ivestimenti. “Nei prossimi anni gli investimenti saranno concentrati su difesa e innovazione tecnologica e l’area tecnologicamente più vocata è il Mezzogiorno”. Renzi, ricorda a Napoli, gli ultimi grandi investimenti di Apple e Cisco in Campania. Il presidente del consiglio conferma così una previsione dell’amministratore delegato di Leonardo Finmeccanica Mauro Moretti, che aveva sottolineato come di fronte a nuove esigenze di sicurezza, manchi un disegno politico europeo per rispondere alla domanda che ci sarà nei prossimi dieci anni in Europa. “I piani di investimento vanno localizzati. Non c’è una soluzione teorica numerica – dice riferendosi anche alla proposta di Vincenzo De Luca su 200mila assunzioni nella p.a. al Sud – e bisogna fare una riflessione nel merito”. Secondo il presidente del Consiglio investimenti mirati, come nel settore della difesa e dell’innovazione tecnologica, “possono significare investimenti nella ricerca universitaria”.

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