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Renzi "manovra non cambia, non rispondo a tecnocrati"

Roma – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha assicurato che la manovra non sarà modificata, al di là delle possibili osservazioni dell’Ue, perchè è stata fatta per i cittadini e non per “le tecnocrazie di Bruxelles”. “Non ne abbiamo parlato però il tema non cambia assolutamente”, ha dichiarato il premier in collegamento telefonico da Bruxelles in una pausa dei lavori del Consiglio Ue, “potranno scrivere, come si fa sempre, una lettera per chiedere maggiori spiegazioni”. “La legge di Bilancio non si cambia: se l’Ue avra’ da fare osservazioni le ascolteremo ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni“, ha aggiunto, “stiamo facendo sforzi e vogliamo dare un segnale ai cittadini, non alle tecnocrazie di Bruxelles”.

In precedenza Renzi aveva sottolineato che è “molto importante” che nel testo delle conclusioni del vertice i dica esplicitamente, su proposta italiana, “che si deve riconoscere lo sforzo che viene fatto in particolar modo da quei governi che stanno subendo di più l’immigrazione: mi pare che sia un bel passo in avanti”. Parlando nella notte al termine di quella che ha definito “una lunga giornata”, ha detto di avere incontrato il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, durante il vertice e che “sicuramente domani avremo altre occasioni di appuntamento, ma non è previsto un bilaterale”. Nel capitolo delle conclusioni dedicato all’immigrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, si legge che il Consiglio europeo “riconosce il contributo significativo, anche di natura finanziaria, fatto dai Paesi in prima linea negli ultimi anni”.

I costi sostenuti per fronteggiare l’emergenza migranti sono, insieme a quelli per il terremmoto di agosto nel centro Italia, le voci per le quali il nostro Paese chiede di derogare agli impegni in materia di bilancio. La manovra varata dal governo meno di una settimana fa ha sollevato qualche perplessità a Bruxelles e non è escluso che lunedì prossimo l’Italia possa vedersi recapitare il primo avvertimento della Commissione. (AGI)

 

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