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Renzi mette all’ asta le auto blu: una scelta di propaganda, che non aiuterà lo Stato a fare cassa

Auto blu“Venghino signori venghino”. Dal 26 marzo al 16 aprile, gli italiani avranno la possibilità di acquistare su internet auto blu usate (espressione con cui si definisce una vettura di rappresentanza, con cilindrata superiore ai 1600cm³, a disposizione per politici o per alti funzionari dello Stato e della Pubblica Amministrazione).

Parola di Matteo Renzi, che punta a ripetere quanto già promosso dal Comune di Firenze in passato, così da ridurre il parco macchine statale e dare la sensazione che qualcosa stia cambiando per davvero.
 
L’operazione è però affiancata da alcune perplessità, che la trasformano in una vendita di propaganda piuttosto che in qualcosa che faccia cassa per davvero. La scelta di vendere online direttamente al popolo, bypassando canali di vendita convenzionali, ha il fine di materializzare concretamente il concetto di “diminuzione degli sprechi”. Un’operazione che però, per molti, sarà solo “morale” e che non alleggerirà la nostra spesa pubblica. Vediamo perché.

Il primo dubbio è legato ai numeri. Saranno 100 le auto blu messe all’asta sul sito eBay dalla prossima settimana. Una cifra limitata, quasi simbolica, se paragonata al totale delle autovetture istituzionali in circolazione. Analizzando i dati 2013 forniti da L’Espresso, in tutt’Italia le auto blu sarebbero circa 57mila (precisamente 56.581). Ciò significa che sarà venduto lo 0,17% delle auto totali. Una percentuale irrisoria, per una impercettibile diminuzione della spesa pubblica. È normale allora che la mossa politica sia stata accolta come un’operazione di facciata, utile per guadagnare consensi semplicemente spostando la polvere. Comunque il premier Renzi ha precisato che per ora ne saranno vendute 100 ma che si arriverà a venderne anche di più, forse 1.500. Ancora poco. Le sole auto del governo in totale sono 1.516, più 315 a noleggio, 5 a leasing e 9 in comodato, per un totale di 1.894. Leader indiscussi il Ministero della Giustizia e quello della Difesa, che usufruiscono rispettivamente di 831 e 409 auto blu. L’obiettivo è dunque quello di arrivare a possedere soltanto 300-400 auto per tutto Palazzo Chigi (dicasteri annessi). Fatto sta che comunque ne rimarrebbero altre 55mila in circolazione, tra Comuni, Regioni e quant’altro.

Un altro dubbio proviene dalle esperienze passate. Come molti sanno, Renzi utilizzò la vendita di auto blu online, quando già era sindaco del capoluogo toscano. Ma l’operazione fu un fallimento in termini economici. Nel 2012, furono vendute 4 automobili (una Volvo e tre Alfa Romeo) e il guadagno finale fu molto basso: 17.774 euro. Nonostante le auto blu fossero di grande cilindrata e iper-accessoriate, ciascuna di queste fu ceduta per un prezzo medio attorno ai 4mila euro. I motivi sono facilmente individuabili. Chilometraggio eccessivo (mediamente 60-70mila km), troppa manutenzione da sostenere, asta a busta chiusa (senza possibilità di rilanci) ma, soprattutto, scarsa volontà da parte dell’acquirente di pagare cifre superiori ai prezzi di mercato. O il cittadino ha la possibilità di aggiudicarsi l’auto con un’offerta vantaggiosa, oppure è inutile sperare che faccia beneficenza allo Stato. Firenze comunque non è il solo caso isolato. La Regione Lazio mise all’asta un Audi A6 da 20mila euro, per un guadagno di 1.500 euro. Il Comune di Olbia addirittura si alleggerì di una Volkswagen Pheton (valore commerciale 120mila euro) per 3mila euro. Esperienze passate alla mano, quindi, ci fanno dedurre che l’operazione Renzi porterà nelle casse non più di 500mila euro.

Siamo sicuri poi che siano le auto blu il grosso della spesa? Secondo i dati del 2012, la spesa annua per le auto blu e grigie (auto statali, non di rappresentanza, con cilindrata inferiore ai 1600cm³) è stata di circa 1 miliardo di euro. Se a questa cifra togliamo 146 milioni per l’assicurazione, il carburante e la manutenzione, e se togliamo 56 milioni per il noleggio e 18 per l’acquisto di nuove auto, rimangono 645 milioni, ossia il monte stipendi che lo Stato paga ogni anno per i suoi autisti. Un dato incredibile che rende più spinosa la questione auto blu. Se oltre il 60% dello spesa per i veicoli di rappresentanza se ne va in stipendi, quanto potrà abbassare i costi una svendita di auto di Stato? Certamente non si possono mettere gli autisti all’asta, ma se si vorranno ridurre i denari di questo segmento non si potrà ignorare un ridimensionamento di quella moltitudine di persone (alcune migliaia) che ci lavora. In pratica, ridurre auto blu potrebbe significare “licenziare”. Una scelta non facile ma forse necessaria, poiché è qui che si annida il grosso di questa spesa pubblica. Drastica la ricetta proposta dal commissario per la spending review, Carlo Cottarelli: auto blu solo per le cariche più alte di Stato e massimo 5 autovetture per ministero. Una proposta che fa tremare gli autisti ma che attualmente profuma di fantascienza.

Renzi ha quindi smosso le acque ma non risolverà nulla in questo modo. Il ritorno mediatico della sua proposta di vendita è stato più che positivo ma, utilizzando la lente d’ingrandimento, si capisce che quelle 100 auto in meno non aiuteranno a reperire una rilevante quantità di fondi. E’ più che altro una proposta per guadagnare consensi e prendere tempo, in attesa di capire se riuscirà o meno nell’impresa di risollevare l’Italia. Comunque, per chi fosse interessato, l’asta sarà su eBay, disponibile per tutti, e inizierà mercoledì 26 marzo (fino al 16 aprile). Modelli disponibili: Audi A6, Alfa Romeo 159 e 166, Volvo S60, Lancia Thesis e K. Previsione sul prezzo medio: 4-5mila euro.

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