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Renzi ricevuto da Obama

Washington – “Abbiamo tenuto il meglio per la fine”: è nella battuta con cui il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha accolto Matteo Renzi, il senso della visita del premier italiano a Washington, ultimo e più prestigioso appuntamento dell’agenda internazionale della Casa Bianca. Obama ha accolto Renzi con un “Buongiorno” in italiano, cui ha aggiunto un’altra frase in italiano nel corso del suo intervento: “Patti chiari, amicizia lunga”, riferendosi alle ottime relazioni con il suo “friend” Renzi e fra Usa e Italia.

“L’Italia – ha aggiunto Obama – è uno dei più alleati e amici più stretti che abbiamo. Renzi è uno dei partner con cui condividiamo le idee su come ridurre le ingiustizia e le diseguaglianze“. Il presidente Usa si è rivolto all’Europa, dicendo che deve “diventare un continente di libertà”. La “Nato deve rafforzarsi, dobbiamo migliorare la politica sugli immigrati, dobbiamo accettare i profughi”, ha aggiunto. Italia e Usa è stato il suo appello “lavorino insieme sui cambiamenti climatici, fianco a fianco per liberare mondo dalla fame”. 

Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese e tra gli altri dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni e dall’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio. La cerimonia di accoglienza si svolge nell’ala sud del giardino della Casa Bianca adornato per l’occasione con bandiere italiane alternate a quelle americane. Presenti anche il vicepresidente Joe Biden e il segretario di Stato Usa John Kerry.

Dagli agnolotti alla maledizione Brexit, precedenti e curiosità della State Dinner

Renzi e Obama si sono salutati in modo cordiale, con tanto di pacche sulle spalle. Le due first lady, Agnese e Michelle, si sono scambiate un bacio sulla guancia. Michelle ha scelto per l’occasione un abito smanicato bianco e nero, spigato e dalla gonna ampia. Per Agnese Landini una mise in pizzo verde, mezze maniche. Nella giardino della Casa Bianca, dopo il saluto dei leader e delle first lady alle rispettive delegazioni, sono stati sparati diciannove colpi di cannone, come vuole il cerimoniale per le visite di Stato, e intonati gli inni nazionali italiano e americano. Renzi e Obama hanno passato in rassegna le truppe mentre gli ospiti americani esultavano: “I love you president”

Questa sera la State Dinner è l’evento simbolico più importante per la diplomazia americana, l’occasione più formale, con gli uomini in smoking e le mogli in lunghi abiti sontuosi, occasione imperdibile per tessere relazioni e cementare rapporti. Fino all’anno scorso Barack Obama ne aveva organizzati solo nove. Ma lo State Dinner di stasera con Matteo Renzi è il 13mo per Barack Obama, l’ultimo del suo doppio mandato: solo nel 2016 ne ha organizzati 4, uno dei quali con tutti i leader dei Paesi scandinavi. L’ultimo, il 2 agosto con il premier di Singapore Lee Hsien Loong.

Per avere un’idea di come gli Obama abbiano voluto dare alla ‘State Dinner’ un tono riservato alle grandi occasioni basti pensare che Lyndon B. Johnson ne organizzò 54 in 62 mesi di presidenza. Ronald Reagan 52 in due mandati. Jimmy Carter 28 in 4 anni. E gli stessi Clinton ben 28.

SOLO TRE I PREMIER ITALIANI PRIMA DI RENZI

A 39 anni da Giulio Andreotti e 28 anni dopo Romano Prodi, Matteo Renzi è il quarto premier italiano ad essere l’ospite d’onore di una State Dinner, il terzo considerato che Giulio Andreotti è stato invitato due volte. Il leader democristiano fu il primo presidente del Consiglio in assoluto, il 26 luglio 1977 fu invitato da Jimmy Carter. Poi bissò il 6 maggio 1990, su richiesta di George Herbert Walker Bush. L’ultima premier italiano ad avere avuto il privilegio è stato Prodi il 6 maggio 1988, invitato da Bill Clinton.

Matteo Renzi era atterrato ieri pomeriggio nella capitale Usa, accompagnato dalla moglie Agnese e da una delegazione di “eccellenze” italiane per quello che si preannuncia “un grande evento, scintillante”, come scrive il Washington Post. Al suo arrivo alla base di Andrews, Renzi era stato accolto con tutti gli onori: tappeto rosso, rullo di tamburi e inni nazionali. La tre giorni americana del premier, ospite alla Blair House – dove il governo americano accoglie solo delegazioni straniere di particolare riguardo – ha preso il via con un cena privata nella residenza dell’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio. Dopo la bilaterale con Obama, la conferenza stampa congiunta e poi un pranzo al dipartimento di Stato Usa, offerto dal vice presidente Joe Biden e dal segretario di Stato John Kerry. Culminerà questa sera con lo “state dinner”, curato dallo stellato chef italoamericano Mario Batali e allietato dalla performance della cantante Gwen Stefani

Il menù della cena di stato – a base di agnolotti di patate dolci con burro e salvia, insalata di zucca, braciole di manzo con colatura di rafano e friarielli, dolci mignon con decorazioni autunnali – è stato scelto dalla first lady, Michelle Obama, e alcuni degli ingredienti provengono direttamente dall’orto della Casa Bianca. Ai tavoli, con tovaglie damascate, piatti dipinti a mano e posate dorate, siederanno anche le punte di diamante “made in Italy” che Renzi ha voluto portare con sè: i registi premio Oscar Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, la campionessa paralimpica Bebe Vio, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, lo stilista Giorgio Armani, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, la curatrice del dipartimento Architettura e Design del Moma (Museum of Modern Art) Paola Antonelli, la direttrice generale del Cern (Consiglio europeo per la ricerca nucleare) Fabiola Gianotti. Domani mattina Renzi terrà un discorso alla John Hopkins University e visiterà il cimitero di Arlington.

L’invito alla Casa Bianca per l’ultima cena di stato di Obama, sottolinea l’accresciuto ruolo dell’Italia in Europa, come rimarcato anche ieri dal portavoce della Casa Bianca Josh Earnest che ha definito Renzi “un partner importante”. La sua determinazione nel voler “sfidare lo status quo e guardare al futuro lo hanno reso una delle voci più importanti d’Europa”, aveva già dichiarato Obama ricevendo Renzi alla Casa Bianca per la prima volta, il 17 aprile 2015. “L’austerità uccide la crescita”, ha osservato il presidente Usa in un’intervista a Repubblica Promuovendo le riforme del governo italiano, Obama ha dunque sottolineato la necessità di uno sforzo condiviso per fronteggiare la crisi dei migranti e dei rifugiati che vede l’Italia in prima fila e che non può gravare solo su poche nazioni.  (AGI)

 

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