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Renzi, riforma costituzionale contro ingovernabilità

Santa Margherita Ligure – No alla rassegnazione e alle lamentele perché con l’entusiasmo e rimboccandosi le maniche, il Paese puo’ tornare ad essere leader in Europa. Dopo la contestazione di ieri a Confcommercio e i fischi rimediati oggi a Lucca, il presidente del consiglio parla ai giovani imprenditori di Confindustria e li invita alla reazione. Alla platea di Santa Margherita Ligure, alla quale si concede chiedendo “domande cattive”, Matteo Renzi rivolge un appello alla fiducia, “l’unica riforma strutturale necessaria. Se voi non mettete l’entusiasmo e il coraggio il Paese è bloccato”, dice dopo aver ricordato alcuni passaggi fondamentali dei primi due anni del suo mandato.

Dall’articolo 18 che, spiega tra gli applausi, “negava alle vostre imprese la possibilità di assumere” e ha creato “390mila posti di lavoro a tempo indeterminato in più”, alla riforma costituzionale. E’ questo il passaggio principale del suo intervento: la riforma è “l’arma contro gli inciuci e le ammucchiate” che dovrà essere approvata con il referendum di ottobre per evitare all’Italia il rischio dell’ingovernabilità. “Credo profondamente che la riforma costituzionale sarà decisiva per l’Italia”, rivela.

Parla poi del Mezzogiorno lanciando una frecciata alla classe dirigente del Sud che deve capire “che il futuro” dei loro territori “non dipende da un decreto ma dalla fame e dalla voglia di mettersi in gioco”. Non poteva mancare un accenno alla corruzione, uno dei freni allo sviluppo. “Gli strumenti che introduce il codice degli appalti aiutano e credo che l’Anac sia particolarmente utile”. Rispondendo ai quesiti dei giovani imprenditori, con i quali il premier si dà del tu a sottolineare i buoni rapporti, Renzi enuncia anche le prossime sfide. Come quella sulla semplificazione fiscale. “Su questo punto ci giochiamo il futuro del Paese. Dobbiamo avere un sistema in cui la semplicità è la regola del gioco”, afferma prima di citare ad esempio Steve Jobs, il fondatore della Apple: “Dobbiamo fare quel che ha fatto dieci anni fa con i telefonini; togliere le istruzioni”.

 Due i temi di politica estera affrontati: il Brexit e la Russia. La posizione di Renzi è chiara su entrambe i fronti. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europa con il referendum porterebbe turbolenze nel breve periodo, ma nel medio-lungo periodo per l’Italia, sottolinea, “non credo che sarebbe una sciagura. Dovendo scegliere però preferirei che rimanesse nell’Unione”. La Russia, scandisce infine, deve rispettare la sovranità dell’Ucraina nel quadro dei protocolli di Minsk. (AGI)

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